La moglie perfetta di Roberto Costantini

Un thriller molto reale e attuale, in cui la storia è ambientata in una Roma marcia e corrotta.
Il mondo degli appalti, così come i centri nevralgici del potere sono completamente in mano alla mafia organizzata. Sia il settore pubblico, sia quello privato sono coinvolti e composti da persone corrotte, o ricattabili e pertanto corruttibili.
In questo scenario si svolge la storia, i personaggi principali cercano di sopravvivere e di comportarsi giustamente, hanno una loro etica, ognuno a suo modo.
E’ così per il commissario Balistreri, irreprensibile e tenace, disposto a tutto per far emergere la verità, a dispetto della burocrazia e dei lunghissimi iter giudiziari. Incurante delle conseguenze, prosegue le sue indagini, con il suo sofferto e misterioso background.
Il Dottor Annibaldi, psicologo, esempio di maschio, tipicamente italiano. “Vorrei, ma non posso”, sembra il suo mantra, um mix di codardia e fedeltà, verso una moglie con una personalità e un’intelligenza troppo imponente:
Bianca Benigni, magistrato, dal carattere forte e solitario, abituata a decidere e gestire tutto da sola, non riesce, forse a ragione, a credere negli altri e ad appoggiarsi a qualcuno.
E poi molti altri: le sorelle Nicole e Scarlett Steele, Victor Bonocore, il Sordomuto…
L’evento iniziale è incentrato sulla morte di Donatella Caruso, una giovane innocente, una ragazza come tante altre, speciale nella sua spensieratezza e fiducia nella vita. Da questa tragedia, frutto delle manipolazioni di uomini malvagi, si muovono una serie di tentacoli inimmaginabili. La vita è senza alcun valore, dove potere, soldi e paura, sono gli dei.
Di seguito, un breve estratto dal libro, che ben definisce gli italiani e uno Stato burocrate:
“Cosa può fregarmente di questo paese di ipocriti, pusillanimi e traditori che per ben due volte hanno colpito di sponda durante una guerra?
………………………….
Un burocrate al servizio di uno Stato in cui non imbroglia solo chi non ne è capace.”

Se inizierete a leggere questo libro, non potrete fermarvi fino a che non avrete letto l’ultima riga. Chissà! Può essere anche che vi fornisca una chiave di lettura di come mai è tutto difficile per l’italiano medio-povero, dalla salute al lavoro, dalle tasse alla burocrazia, la scuola, la casa e via dicendo.
L’Italia non è un paese per buoni!

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