Escobar: paradise lost (⭐️⭐️⭐️⭐️1/2)

Una famiglia è per sempre!

La trama
Il film ha inizio in una località isolata,  un’abitazione lontana da tutto, un bosco, molti uomini. L’atmosfera è concitata, di preparazione e attesa. Un uomo, (Benicio del Toro), si allontana nel bosco per telefonare alla madre.

La scena si interrompe, veniamo trasportati indietro nel tempo.
Nick, un ragazzo canadese, insieme a suo fratello e alla famiglia di quest’ultimo, vive su una spiaggia lungo la costa della Colombia, un luogo di rara bellezza, selvaggio, intatto e silenzioso. La loro presenza è notata presto da una banda di criminali locali e la tranquillità inizia a vacillare.
In paese, intanto, fervono i preparativi per la campagna elettorale di Pablo Escobar. La nipote di Escobar, Maria, si occupa personalmente della promozione della candidatura dello zio, con la passione e  gli ideali tipici giovanili. Girovagando, Nick incontra Maria e tra i due a poco, a poco, nasce un bel sentimento. Maria freme per presentare Nick alla sua famiglia.

Mi piace perché
Il film è incentrato sulla figura maledetta di Pablo Escobar. Per molto tempo e in alcuni casi ancora oggi, il popolo lo ha identificato come l’eroe nazionale. Siamo di fronte, invece, ad un temibile narcotrafficante, uno dei più sanguinari delinquenti della storia, diventato uno degli uomini più ricchi del mondo.
La trama è avvincente e adrenalinica, la vita di due giovani spensierati e pieni di gioia di vivere cadrà nelle spire di un sistema dannato, generando una serie inaspettata di relazioni e eventi a catena.
Velocità, ritmo e azione si mescolano e travolgono lo spettatore in un crescendo, fino al finale.
Un eccezionale Benicio del Toro, che ricrea un Pablo Escobar unico, riproducendone perfettamente il rovinoso carisma manipolatore. Il simbolo del male in grado di attrarre come una calamita e di sfruttare le persone, a suo unico vantaggio.
E’ italiano, il regista Andrea Di Stefano, al suo primo film dietro la macchina da presa, è molto convincente e interessante. Realizza un film che piace alla maggioranza del pubblico e della critica. A lui un altro merito, quello di riuscire a portare al cinema un soggetto fortemente negativo, senza trasformarlo in una personaggio da emulare, ma raffigurandone in pieno la mostruosità spietata e disturbata.
Tra i tanti dialoghi intensi del film mi ha colpito come Escobar ripeta a Nico più di una volta, “sei come un figlio per me”.  Oppure,  il momento in cui il prete, che sembra conoscere Escobar da tempo, si avvicina a lui, per benedirlo e dice che Dio lo vede e gli è vicino. Escobar nel suo delirio immenso di onnipotenza si ritiene non è soddisfatto dall’operato di Dio, e intima al sacerdote di dire a Dio di stare attento “che anche lui lo sta guardando”.
Mi sarebbe piaciuto riportarvi le parole precise del film, molto più incisive e vigorose, che ben comunicano la tronfiezza e la follia di questo personaggio. Così, come molti altri uomini potenti sparsi nel mondo, a cui il denaro ha dato e dà il convincimento di potersi permettere tutto e su tutti.
La morte resta, in ogni caso, una certezza, e per quanto si possa posticiparla, tutto quel denaro sporco di sangue accumulato vale nulla.

I luoghi
Il film narra fatti e vicende legati alla Colombia. Tuttavia, è girato completamente a Panama, nelle provincie di Chiriqui e Bocas del Toro.

Colombia
La Colombia è un paese misterioso, spettacolare, ricco di contrasti. Dai paesaggi andini alla foresta amazzonica. La lunga costa lambita da un lato dall’oceano Pacifico, dall’altro il mar dei Caraibi. Storia e cultura millenaria, un passato, che il paese sta cercando di lasciarsi alle spalle, legato a narcotraffico, guerriglia, criminalità e sequestri. La foresta amazzonica più fitta e lussureggiante, l’Orinoco, i siti archeologici di San Augustin. La capitale Bogotà a 2600 metri e le sue piste ciclabili. La costa bagnata dal Mar dei Caraibi, la splendida Cartagena,  colombiaraple isole di San Andres e Providencia a ca. 700 km. Il parco nazionale di Islas del Rosario e la costa lambita dalle acque dell’oceano Pacifico.  Tanti ambienti e ecosistemi, flora e fauna, grande biodiversità e una popolazione cordiale e allegra.
Un paese fantastico.
Per approfondimenti sito internet: http://www.colombia.travel/

Panama
Ultimo stato dell’America centrale. Confina con la Colombia. Noto l’omonimo canale che unisce oceano Pacifico e Mar dei Caraibi. La popolazione è quasi totalmente composta da immigrati e solo il 7% sono nativi. Anche qui, un’alternarsi di paesaggi, partendo da Panama city, le località sulla costa pacifica e sul versante caraibico, la foresta vergine dove vivono popolazioni indigene. E isole selvagge e incontaminate, dove regna ancora sovrana la popolazione indigena locale. L’arcipelago San Blas 370 isole coralline, di cui solo 80 abitate. E Bocas del Toro, una delle location del film, con le sue isole ricche di vegetazione incontaminata, foreste tropicali, mangrovie, spiagge inesplorate, barriere coralline e acque trasparenti.
Chiriqui è l’altra zona dove sono state effettuate le riprese,  paesaggi diversicati, alte montagne, lunghi fiumi e vallate fertili, la foresta, la zona costiera. Il capoluogo David è la seconda città per importanza a Panama.
Per informazioni sito internet http://www.visitpanama.com/

Attori principali: Benicio Del Toro, Josh Hutcherson, Brady Corbet, Claudia Traisac, Carlos Bardem
Regia: Andrea Di Stefano.

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