Il giardino di Gaia di Massimo Carlotto (⭐️⭐️⭐️⭐️)

17455598E’ sempre il momento giusto per un racconto, anche se crudele

 

Gaia ha un giardino splendido, farebbe qualsiasi cosa per impreziosirlo sempre di più. Quel giardino è come  la sua vita, la sua famiglia che deve tenere insieme a qualsiasi costo. Quel giardino è finto.

Il mio commento

Un atroce racconto, poche pagine che raccontano in modo rapido ed esplicito l’efferata crudeltà celata sotto il perbenismo di una parte di borghesia medio-alta.
Un giardino sempre più delizioso che rappresenta la metafora di una esistenza fatta di apparenze, dove nulla è quello sembra.Una donna perfetta, regina dell’arte della manipolazione, una mentalista a tutti gli effetti. Le persone che gravitano nel suo universo sono vittime e colpevoli nel contempo. Gaia detiene il suo potere senza sensi di colpa, attraverso ricatti e vendette, senza sporcarsi direttamente le sue delicate mani. Quello che stupisce è che ogni forma di comportamento è perpetuata, al solo fine di mantenere uno status sociale ed economico. Sprecare la propria vita servendosi degli altri, senza amore è la peggiore forma di povertà che possa esistere. Non si tratta di stabilire un confine tra lecito e amorale, questa tipologia di persone oltre ad essere corrotte, ad imbrogliare e uccidere in nome della ricchezza, si serve delle classi inferiori, per mantenere agi e lusso, sfruttando, affamando e riducendo i più deboli sempre di più in miseria. Ha senso continuare a tollerare?

Il suo mondo perfetto quella sera lo era un po’ di più.

Mi piace molto la scrittura di Massimo Carlotto, con le parole riesce a dipingere la mente dell’uomo in tutte le sue sembianze.

Consigliato

Da leggere assolutamente, rapido e amaro. L’essere umano si diletta ad agire nell’ombra, non ha mai il coraggio delle sue azioni e non rispetta la vita.

Titolo: Il giardino di Gaia
Autore: Massimo Carlotto
Editore : Feltrinelli
Anno: 2012
Pagine: 47

Un racconto va bene sempre, anche per chi comincia a leggere e a tal proposito cito quanto detto da un noto vice questore:

Scelse un libro di racconti. Per ricominciare doveva fare come lo sport. Dopo un periodo di lunga inattività non puoi correre per un’ora. I muscoli non tengono. Così non poteva affrontare un romanzo. Oltre al fiato, mancava la concetrazione.

La costola di Adamo di Antonio Manzini

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