Non è stagione di Antonio Manzini (⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️)

thumbnail_img_1440“Una volta ogni tanto, poteva anche sorridere. La vita poteva anche sorridere.”

Terzo romanzo della serie su Rocco Schiavone e il suo commissariato ad Aosta. Un incidente di un camion, due morti. Normale e triste cronaca stradale, ma la targa del camion risulta rubata. Una ragazza giovanissima misteriosamente scomparsa. Una ricca famiglia valdostana. Un’industria nota e importante. Nessuno parla, nessuno sa. E i guai che inseguono il vice questore, come se fossero la sua ombra,sono appena incominciati.

Titolo: Non è stagione
Autore: Antonio Manzini
Editore: Sellerio editore Palermo
Pagine: 315
                                                            Anno: 2015

Come l’ho letto io

Eccomi al secondo libro che leggo di di Antonio Manzini, imperniato sulle vicissitudini del vice questore Rocco Schiavone. E sempre di più mi piace questo commissario. Ops! Vicequestore, (che per me ormai ha le sembianze e la voce del grande attore Marco Giallini).

Nella realtà “Non è stagione” è il terzo romanzo con protagonista Rocco Schiavone e i suoi collaboratori.  La trama è completa, dura, tagliente. Ha ritmo, humour, sentimento, dolore e drammi personali che si mescolano con il fango e il marcio nel quale il vice questore si trova sempre invischiato.

Non ce la faccio più a buttarmi dentro ‘sta fogna. Sporcarmi, diventare una specie di ratto per mettere le mani addosso a questi qui. Non ce la faccio più.

I fatti si svolgono ad Aosta, siamo a maggio e la neve scende ancora leggera a ricoprire le strade e le valli. I personaggi più o meno gli stessi :
Rocco Schiavone, romano, ad Aosta per “punizione”, dove si sente e vuole continuarsi a sentire fuori posto. Un uomo tormentato dal passato difficile,  duro, borderline, intercettato il colpevole, non lo molla più. Sue peculiarità: 1. la scala delle rotture di coglioni, ogni evento della giornata viene subito identificato con un dato grado, a partire dal 6° ci sono le noie o rotture di coglioni. 2. Associare un animale ad alcuni dei volti che entrano nella vicenda, in questo caso il Preside Bianchini, diventa un toporagno.
A tratti un pò antipatico, ma adorabile. Un protagonista che non può lasciare indifferenti.
Italo Pierron, suo braccio destro, paziente e intelligente, si fida del fiuto del suo capo e lo segue ovunque.
Caterina Rispoli, unica donna del commissariato, intelligente, capace. Ha una storia con Pierron, che non va del tutto giù al vicequestore.
Anna, che come un fulmine entra prepotentemente nella vita sentimentale di Rocco Schiavone.
Il “caro e scontroso” Alberto Fumagalli, l’anatomopatologo nato per il suo lavoro, stabilisce un dialogo e un rapporto personale con ogni cadavere, riuscendo a scovare ogni più piccolo particolare
D’Intino e Deruta, l’esilarante coppia comica del commissariato, ribattezzati da Rocco Schiavone  “i fratelli De Rege” Due agenti che ne combinano una ogni giorno, vivono in un mondo loro e per Rocco sono come il fumo negli occhi, ma anche fonte di divertimento.
Antonio Scipioni,  una nuova entrata piena di  esperienze che si riveleranno utili.
E altri.

L’autore riesce a “far fare alle parole tutto quello che vuole” e si finisce completamente coinvolti nelle indagini, nella vita dei protagonisti. Non si tratta di un semplice noir, ci fa ridere e disperare, catturando l’attenzione in ogni istante. Ogni lettura ci confronta con delle emozioni e dei temi intensi.

L’acqua? Vuoi un po’ d’acqua? Quanto pagheresti un bicchiere d’acqua? Me lo daresti il biglietto degli Alt-J?
“Ti…darei…la casa”

Ecco la vita quando viene a mancare l’essenziale ed ecco come la vita per alcuni, sia solo una continua guerra.

Le storie drammatiche, a volte squallide, sono spaccati realistici dei casi affrontati dalle forze dell’ordine. Mi piacerebbe che ogni poliziotto fosse un  “Rocco Schiavone” senza macchia e senza paura. Ma, come nella vita reale, c’è chi non le vuole le persone così e in qualche modo una macchia gliela deve cucire addosso.

Un altro particolare di cui vi voglio raccontare sono le parole particolari di Marina. Marina era la moglie del vicequestore, che lui non riesce a lasciare andare via. Anche io amo molto le parole e  non potevo non partecipare al “gioco”. Le parole di quest’ episodio sono:
Perspicuo= Chiaro, congruo, evidente.
Raspollo= Grappolino d’uva con pochi chicchi o con chicchi radi e stentati.

Consigliato

Ve lo consiglio, anche se non amate i gialli. Ma, se vi piace leggere, non potrete non innamorarvi. Unico rischio non riuscire a chiudere il libro fino alla fine
Fatemi sapere. Un abbraccio…

 

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