Tre figlie di Eva di Elif Shafak ⭐️⭐️⭐️⭐️

“Malgrado ogni suo tentativo di cambiare, non era forte abbastanza da superare la paralisi emotiva radicata nella sua anima.”

Siamo nel 2016, per le strade di Istanbul. Peri ha trentacinque anni, ed è con sua figlia, imbottigliata nel traffico caotico della città, quando due mendicanti le rubano la borsa dall’auto. La donna non ci pensa su, inizia a rincorrere le ladre, attraverso vicoli e strade. La corsa è un tornare indietro nel tempo, ad altri periodi della sua vita, l’infanzia in una famiglia piena di conflitti, poi più grande all’università di Oxford. Proprio di quest’ultimo periodo Peri conserva gelosamente una foto, che porta sempre con sé. Nella foto c’è lei stessa e altre due giovani, Shirin e Mona, e un uomo Azur.  La peccatrice, la credente, la dubbiosa e il loro misterioso professore di filosofia.

 

Come l’ho letto io

Magnifica e conturbante Istanbul. Già nelle prime pagine mi ritrovo immersa nell’atmosfera della metropoli, la folla, gli odori, i rumori, tutto sembra rimbombarmi negli occhi e nelle orecchie. Una città affascinante e complicata, in bilico tra Oriente e Occidente. Con gli occhi di Peri visitiamo i suoi angoli più reconditi e profondi.  Questo è uno degli aspetti che più adoro nella scrittura dell’autrice, il modo in cui riesce a coinvolgere con le sue descrizioni, i luoghi diventano vivi e presenti e accompagnano il lettore in uno spazio senza tempo.

Non è facile, per Peri, crescere in un paese fatto di infiniti contrasti, porta d’accesso a più mondi e culla di infinite culture. Una giovane donna sensibile ed empatica, che subisce in prima persona questa confusione, alimentata da quella presente nella sua famiglia, alla quale assiste inerme fin da bambina.

“Istanbul somigliava, più che a una metropoli, a un mosaico urbano di comunità separate. La gente era “fortemente religiosa” o “fortemente laica” e quelli che riuscivano a tenere un piede in entrambe le fazioni, affrontando con lo stesso fervore l’Onnipotente e il secolo, erano scomparsi o mantenevano un inquietante silenzio.”

Dopo un’infanzia caotica, arriva l’esperienza a Oxford, da qui l’incontro con persone forti e piene di carisma, basterà a rimuovere i suoi traumi e a renderla libera?

In alcuni tratti mi è sembrato di riconoscermi in questa donna sempre in lotta con se stessa e con un’immensa sete di conoscenza, mai colma. Solo in apparenza tranquilla e “sistemata”, ha dentro un fuoco che le arde e non le da tregua. È come un uccellino, che nonostante ripetuti tentativi, non riesce a volare, tanto che a un certo punto si vorrebbe intervenire e aiutarla.

“Perciò rimase sorpresa quando, in un giorno normalissimo di primavera, all’età di trentacinque anni, sistemata è rispettata, si ritrovò a fissare il vuoto che aveva nell’anima.

Era sempre così: nei momenti di tensione, proprio quando avrebbe dovuto agire e impegnarsi, come sospinta da una mano invisibile precipitava invece in un’abulia dalla quale vedeva il mondo intorno a lei sbiadire e appiattirsi in una specie di foschia, e i propri sentimenti affiochirsi, come lampadine svitate una dopo l’altra.”

Ho letto questo romanzo con grande attesa, ma in alcuni punti “mi è mancato qualcosa”. Probabilmente è proprio questo lo scopo dell’autrice: dare voce a quel senso di non finito, che spesso accompagna la vita.

Da punto di vista della lettura in sé e dello stile, il romanzo è molto scorrevole, le parole scivolano via, i temi sono profondi e impegnativi.

 

Consigliato

Sì, una lettura molto piacevole. Il racconto di una figura femminile molto intensa, sempre alla ricerca di una risposta alle grandi domande della vita. Un’autrice assolutamente da conoscere.  Sullo sfondo una città diversa da tutte le altre…

“Al mondo ci sono due tipi di città: quelle che rassicurano i propri  residenti che l’indomani e il giorno successivo è  quello dopo ancora saranno sempre uguali, e quelle che fanno il contrario, ricordando insidiose agli abitanti l’incertezza della vita. Istanbul appartiene al secondo tipo. Non c’è spazio per l’introspezione, gli orologi non riescono a tenere il passo degli eventi. Chi abita ad Istanbul passa da un’ultima ora alla successiva, correndo e consumando in fretta, finchè succede qualcos’altro ancora, che esige la sua attenzione.”

 

Titolo: Tre figlie di Eva
Autore: Elif Shafak
Editore: Rizzoli
Pagine: 400
Anno: 2016

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