Magari domani resto di Lorenzo Marone ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

Sorprendente e spassoso, intenso e emozionante.
Finalista premio bancarella 2017, per me vincitore.

La trama

Luce vive a Napoli, Quartieri Spagnoli e della città porta in sé i lati migliori, il calore, la passione, il coraggio, i suoni, l’intelligenza e la “freve”. Per quanto riguarda “la freve”, se volete saperne di più, dovete leggere il capitolo dedicato. Io aggiungo solo che Luce è un avvocato donna e non sopporta le ingiustizie e il suo primo caso riguarda un bambino e una lotta tra due genitori separati per l’affidamento. Dalla sua parte, ha tanto amore da dare e un’immensa energia, che in una città come Napoli non è mai abbastanza. Questa è la sua storia, della sua famiglia e di tutte le persone, che per scelta o per necessità, a poco, a poco entrano nella sua vita…accendendo o spegnendo la luce…

“Ogni giorno combatto contro me stessa e il mio trascorso, quello che sono e sono stata, per cercare di arrivare a sera e rimboccarmi la coperta delle mie poche certezze, che è sempre troppo corta, e ogni giorno c’è qualcuno che si prende la briga di sconcicarmi le lenzuola.”

 

Come l’ho letto io

Napule è …mille culure… cantava il grande Pino Daniele facendo venire i brividi, gli stessi che si sentono leggendo l’ultimo libro dello scrittore Lorenzo Marone. Ad ogni pagina, conosciamo la Napoli più vera. Quella che delizia con i suoi sapori, quella che illumina con i suoi colori, quella che accoglie con un caldo abbraccio. I suoi odori e suoni, il suo essere così affettuosamente invadente, a volte troppo.
Mentre leggo, continuo a ridere e sorridere, catapultata tra le strade e la gente, il lungomare, “l’ammuina” e la gioia di vivere.

“Non sono le giornate che si allungano, il sole che si fa maturo, o il vento che si fa leggero e profumato a ricordarti che sta arrivando a’ stagione, l’estate, a Napoli. No. È la puzza di fritto.”

Un romanzo che avvolge, riscalda, accompagna a lavoro e coccola in vacanza. Accomodatevi, scegliete il vostro posto e godetevi il viaggio.

Siamo a Napoli, Quartieri Spagnoli.
Io vivo qui.
Il mio nome è Luce
E sono donna,

I personaggi principali sono tutti  descritti e modellati ad arte :
Luce Di Notte, la protagonista. Ha un nome che non passa inosservato e un carattere spavaldo e combattivo, ma in fondo cela tutta la sua fragilità, quella che per orgoglio, o paura, non lascia mai trapelare.
Dopo Cesare e Erri, un personaggio femminile forte, vero, delineato con attenta introspezione e cura, nel quale ognuna di noi riconoscerà alcuni suoi aspetti.

 “Mi sento così stanca, che quasi mi si chiudono gi occhi. Quanto ci costa tentare di essere coraggiosi?

Alleria, è il “cane Superiore”,”un cane mischiafrancesca”, e “ il cane spelacchiato che vigila sulla mia vita da un po”, così  è definito nella storia. Abbandonato tra i rifiuti e trovato da Luce, ha subito trovato il suo posto, ricambiando con una fedeltà ed un amore senza fine.

“Quello che ci manca, tutto quello che può farci sentire meglio, è racchiuso in questa piccola parolina che un cane conosce molto meglio di noi: attenzioni.

Don Vittorio Guanella, il vicino filosofo e musicista, solo e anziano, la vita gli ha tolto tanto, con Luce le sue  giornate acquistano un significato. A volte, è sufficiente avere qualcuno da aspettare e condividere brevi momenti.  Creare delle nuove abitudini.
Carmen Bonavita, è la mamma di Kevin, “nullafacente”, nata e cresciuta in quel quartiere popolare e particolare, dove spesso la massima aspirazione per una bella ragazza è “fare un buon matrimonio”.
Kevin, un bimbo di sette anni, intelligente e speciale, si ritrova al centro di una contesa. Un piccolo lord in un mondo di ignoranza e rozzezza.
La rondine Primavera, che non riesce più a volare e che a terra trova chi pensa a lei.
Manuel, Giovanna e Pasquale i pittoreschi colleghi di Luce.
L’avvocato Arminio Geronimo, il capo, settant’anni, un faccendiere, uno sciupa femmine soltanto a parole.
Thomas, un giovane artista di strada francese, che scatena la curiosità di Alleria e porta un fresco vento di cambiamento dal nord.
Patrizia, all’anagrafe Patrizio, è una vicina di Luce. Bellissima la definizione di Luce per lei “una portatrice sana di allegria”
La madre e il fratello di Luce, Antonio. Due rapporti difficili e sofferti, anche se per motivi diversi, dove il problema principale resta l’incomunicabilità.

I libri di questo scrittore  aprono la mente, ampliano l’orizzonte e arrivano dritti al cuore. Per ognuno c’è qualcosa, un messaggio, una situazione, un pensiero ed è facile immedesimarsi nel corso della storia. L’autore denota un’incredibile sensibilità e capacità di cogliere i lati più nascosti dell’animo umano e esprimerli su carta. Una lettura intensa, con diverse chiavi di lettura, divertimento, intrighi, malavita, povertà, sentimenti, amicizia, amore, il tutto condito con un bel sole. I temi su cui riflettere sono molti e si finisce per entrare un po’ nell’anima della città di Napoli, senza fermarsi davanti ai soliti luoghi comuni.

Per me, poi, è un libro speciale oltremodo,  ha il sapore della mia infanzia. Il dialetto napoletano per me non ha segreti  e il solo leggerlo e ripeterlo nella mia testa, mi regala la spensieratezza dei giorni passati lì, in un piccolo paese a metà tra Napoli e Salerno.  È come riavvolgere un nastro e tornare indietro, chiudere gli occhi e correre a piedi nudi sulla terra e respirare. Un tuffo nel passato tra le braccia di persone care non più qui. “Persechella”, mi chiamava mio papà sorridendo e Persechella è il titolo di un capitolo. E’ anche per queste sensazioni uniche che  ringrazio l’autore.

E’ un libro che vi consiglio con tutto il cuore, certa di farvi cosa gradita. Adatto a tutti e per ogni occasione. Da tenere a portata di mano, perché dopo averlo letto vorrete rileggerlo e tenerlo sul comodino, in attesa magari di una nuova avventura di Luce.  Si può utilizzare anche come una sorta di terapia meditativa per  rimettersi in pace con il mondo.

E alla  fine eccomi qua a chiudere l’ultima pagina e strizzare gli occhi e il naso cercando di non piangere. Impossibile. Succede così, che mentre ridi, ti ritrovi a piangere e poi di nuovo a sorridere, in un vortice continuo di emozioni, immersa in una nuova realtà, in altre vite.

…Magari domani resto…

“E’ che celare i sentimenti è roba da adulti, io, invece, proprio non ci riesco e se amo qualcuno glielo devo urlare in faccia, e se lo odio e mi sento ferita, mi metto a frignare e faccio le ripicche. Non mi piace chi riesce a mantenere sempre e comunque un certo contegno, chi ama senza dirlo, chi scopa senza abbandonarsi, chi non urla di rabbia e si lascia corrodere all’interno, chi ricambia un abbraccio con una pacca sulla spalla.”
Bisogna essere adulti quando si ha a che fare con il coraggio, le responsabilità, l’educazione e il lavoro, ma quando si parla di sentimenti, mi sa che è meglio giocare a fare i bambini.”

Titolo: Magari domani resto
Autore: Lorenzo Marone
Editore: Feltrinelli
Pagine: 312
Anno: 2017

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