Eppure cadiamo felici di Enrico Galiano ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

Wenn ein glückliches fällt

E noi che pensiamo la felicità come un’ascesa
ne sentiremmo il tocco,
che quasi ci sgomenta,
quando la felicità è qualcosa che cade
(Rainer-Marie Rilke)

Gioia Spada ha diciassette anni e un mondo che le rema contro. A partire dalla sua famiglia, i compagni di scuola, i professori, in classe, ma con la mente e gli occhi altrove. Tranne uno, il professor Bove, filosofia. Lui vede oltre l’aspetto catatonico della ragazza, ne comprende l’enorme sensibilità e la capacità immaginativa e fa una cosa molto semplice, la ascolta.

Una sera, Gioia, scappa di casa, a seguito dell’ennesima lite tra i suoi genitori. Nel suo girovagare senza meta, incontra Lo, un ragazzo misterioso. A poco, a poco le barriere di cui la giovane si fa scudo cadono, ma la felicità non è cosa facile…

“La vita che ci capita è la vita che ci capita.

Funziona che il momento è sempre e solo adesso, che se pensate di tenervi il meglio alla fine…”

Come l’ho letto io

Se usassi le parole intraducibili di Gioia,  vi racconterei che il romanzo di Enrico Galiano è come uno Yuugen, che indica una indecifrabile profondità e bellezza nascosta. Ha il fascino delle cose in penombra, che non si riescono a comprendere perfettamente. E che leggendolo vi sembrerà di assistere ad un komorebi, quel particolare effetto di luce, che si ha quando il sole filtra  attraverso le foglie degli alberi.

La trama del libro rappresenta un viaggio alla ricerca di se stessi, attraverso domande, risposte  e parole e di queste ultime ne conosciamo tante. Emozionarsi e lasciarsi coinvolgere è facile,  seguendo questa ragazza, poco fortunata e scoraggiata, a cui la vita ha regalato poco.  Ognuno può trovare qualcosa di Gioia, nel suo passato, o presente. Per quanto mi riguarda, ne condivido l’iperattività immaginativa e la caratteristica di restare sempre un po’ fuori dal gruppo, perchè questo è quello che fanno i Luftmensh, costantemente sogni ad occhi aperti.

“Gioia Spada odia chi strappa i fiori perché odia questa cosa che a volte le persone facciano del male senza neanche accorgersene.”

Gioia si crea una realtà parallela, incapace di accettare una realtà in cui tutti mentono e calpestano la sensibilità altrui. Per questo motivo,  fotografa tutti sempre alle spalle, oppure ascolta musica a tutto volume, osservando le labbra dei suoi compagni muoversi mute e immaginandone i discorsi. E’ un po’ come se il contesto che la circonda fosse una giostra che corre veloce ed è difficile trovare il coraggio per saltare a bordo, nessuno le tende una mano e chi sta sopra ride sguaiatamente e parla a vanvera.

“Le facce delle persone mentono, mentono sempre. Anche quando sono lì che sono “naturali”, non sono mai naturali per davvero.”

Così Gioia, non ci prova neanche a comunicare con gli altri,  a partecipare. Ascolta silenziosa e inerme le risate dei compagni alle sue spalle. Solo il professor Bove, le dedica attenzione, le  risponde e la incoraggia. Gli insegnanti hanno un potere enorme, anche se spesso, alcuni, non lo sanno o fanno finta di non saperlo.

All’improvviso, Gioia incontra Lo che diventa la ragione per combattere, per vivere, per ridere. L’amore è un sentimento che ingarbuglia e scompiglia, rende felici, fa osare.

“…tu sei il motivo per cui rido senza motivo, sei il primo film a colori dopo anni e anni di cinema in bianco e nero, sei l’aria piena di elettricità prima della neve, sei il vento che fa girare la busta in quella scena di American Beauty*, sei l’odore del pane caldo appena sfornato, sei il sasso che rimbalza sulla superfice del lago,…”

Una scrittura autentica e intensa che coinvolge e regala dei personaggi unici e speciali. Un romanzo che aiuta a trovare la forza, per imparare, per fare cose nuove. Una lettura piacevole, avvincente e attuale. Adatto ad ogni età, delicato, poetico, ma moderno.

Ho appreso delle parole stupefacenti, di cui nulla sapevo e solo a pronunciarle “mi si aprono dei  mondi”. Ho rispolverato un po’ di cultura musicale, sono andata a riascoltare pezzi dei Pink Floyd e altri gruppi. Quel po’ di filosofia che non guasta e  si parla di fotografia, che adoro.

Una storia che si fa amare, incoraggia e guarisce, apre la mente e lenisce le pene dell’anima. E se non bastasse c’è un giallo, un mistero da risolvere e  una meravigliosa storia d’amore.

Vi invito a leggere il libro, Enrico Galiano coglie momenti di rara e intensa bellezza, che profumano di felicità ed è una meraviglia starlo a sentire e soprattutto ascolta e sa parlare con i giovani.

Ciao e Mahalo!
E se volete sapere cosa significa, non vi resta che leggere il libro… Buona lettura!

“..le cose importanti bisogna prenderle, e fare la fatica di ricordarsele tutti i giorni.”

Titolo: Eppure cadiamo felici
Autore: Enrico Galiano
Editore: Garzanti
Pagine: 381
Anno: 2017

Note:
*ricordarsi di vederlo

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