Vox di Christina Dalcher ⭐️⭐️⭐️⭐️1/2

Pronunciamo circa 16000 parole al giorno, non lo sapevo. E se il numero di parole si riducesse a 100 al giorno? Inizia così il romanzo distopico di Christina Dalcher, con un limite di cento parole e un contatore al polso, solo per donne, di ogni età. La vicenda si svolge negli Stati Uniti alla mercé di una classe politica fanatica e puritana. Oltre alla voce, le donne non hanno nessun tipo di libertà, non lavorano, non possono studiare nè leggere, vivono come mute compagne dell’uomo. Una trama coinvolgente, che viviamo attraverso gli occhi di Jean, e della sua famiglia e quel maledetto contatore sul polso che si azzera e che le ricorda ogni momento che è diventata una donna senza voce. Non c’è limite al peggio, perché chi protesta o chi non rispetta i dogmi del regime, dopo essere sottoposto a gogna pubblica, sparisce in misteriosi campi lavoro e rieducazione. La storia mi ha ricordato i libri di Margaret Atwood, la regina del romanzo futuristico distopico. È interessante, con un buon ritmo narrativo e molti colpi di scena, forse un po’ veloci nella seconda parte, ma non importa. Non voglio svelarvi altro. A me è piaciuto molto, mi ha tenuto con il fiato sospeso fino alla fine. Originale e inquietante, fa pensare

Cosa fareste se vi togliessero la voce?

Titolo: Vox

Autore: Christina Dalcher

Pagine: 416

Editrice Nord

Anno: 2018

Traduttore: Barbara Ronca

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