L’avversario di Emanuel Carrère ⭐️⭐️⭐️⭐️

“Di norma una bugia serve a nascondere una verità, magari qualcosa di vergognoso, ma reale. La sua non nascondeva nulla.”

L’avversario è il racconto di una tragica e dolorosa storia vera. Uno di quei casi della vita impossibili da spiegare. L’avversario è Jean-Claude Romand, il medico francese che ha ucciso i suoi figli, sua moglie, i suoi genitori. E che non era neanche un medico, per quasi vent’anni è riuscito a spacciarsi come medico e membro dell’OMS, con tutti, la famiglia, gli amici, un’intero paese, vivendo dei risparmi dei suoi genitori, zii, amici, amante che avrebbe dovuto far fruttare in fantomatici investimenti. Non era niente ed è diventato il peggiore degli assassini. Un uomo che leggeva, affabile, colto, ma, incredibilmente vuoto. La vita dei suoi familiari di chiunque ha incrociato la sua strada è stata marginale, senza importanza, rappresentando solo il mezzo o l’ostacolo per sostenere il suo status e la sua menzogna. Una follia senza eguali nella testa di un piccolo ometto insignificante.

“Si chiedevano tutti la stessa cosa: come abbiamo fatto a vivere così a lungo accanto a quest’uomo senza sospettare nulla?”

L’autore Emanuel Carrère, uno dei più famosi scrittori francesi, sceglie di raccontarne la storia. Lo fa nel modo più obiettivo possibile e con sofferenza, entrando nel mondo apparentemente normale di quest’individuo così malato. Molte sono state le critiche che ha ricevuro per aver dato voce ad un personaggio che probabilmente gode di questa popolarità e che ancora oggi resta un enigma impossibile da comprendere anche per gli psicologi che lo seguono. Ogni sua parola suona falsa e tutto sembra sempre costruito, e nonostante tutto, ancora è riuscito a trovare un senso alla sua esistenza e sopravvive bene alla galera.

“Tornava all’assenza, al vuoto, al nulla che per lui non costituiva un incidente di percorso ma l’unica esperienza della sua vita.”

Credo sia profondamente vero quanto scritto anche dall’autore, solo una fede enorme, forse, puo’ aiutare ad accettare e a perdonare. Mi sento di aggiungere solo se non si è coinvolti in prima persona. Lettura drammatica e intesa, una storia maledetta. Follia e male non si possono spiegare.

Titolo: L’avversario
Autore: Emmanuel Carrère
Traduttore: E. Vicari Fabris
Editore: Adelphi – Collana: Fabula
Anno edizione: 2013
Pagine: 169 p.

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L’uomo nero e la bicicletta blu di Eraldo Baldini ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

“Fu allora che capii che l’eternità è solo un nostro pensiero, una nostra illusione. L’eternità è una cosa fittizia, una speranza vana e molto, molto breve.”

Ciao, come state?  Torno a salutarvi con un libro di Eraldo Baldini, consigliatissimo!!!
Un autore poco popolare, ma straordinario che mi piace moltissimo. Oggi, vi racconto “L’uomo nero e la bicicletta blu”. Gigi è alla finestra mentre ricorda un anno incredibile, difficile, pieno di emozioni e di sofferenza. Da cui tutto inizia:

“Dunque, era estate e faceva un gran caldo…”

Dieci anni sono pochi per la vita dura e povera della campagna di quegli anni, a cavallo ancora tra gli strascichi del dopoguerra e l’inizio del cosiddetto boom economico. Tuttavia, pur convivendo, con l’assenza di tutto, comfort, agi, gioco, cibo, tempo libero, Gigi è un bimbo pieno di energia ed è  felice. Attraverso le pagine ci prende per mano e ci accompagna in un mondo dove tutti si conoscono e si aiutano e dove i bambini hanno sempre mille idee e giochi da inventare dal nulla e tante responsabilità e ordini da rispettare. Non esiste la privacy, c’è un episodio divertentissimo in cui se ne parla e le persone lavorano senza sosta per mettere in tavola un pasto la sera. Sembra che la miseria sia proporzionale alla benevolenza e disponibilità verso gli altri. Ci si sacrifica, ma per l’ospite c’è sempre qualcosa e questo mi ricorda un po’ mio nonno.

La trama è fresca, spassosa con pagine ricche di aneddoti che narrano un’esistenza semplice e vera che ben trasmette il punto di vista di un bambino. Tra sorrisi e pensieri tristi, il libro si divora e sembra di esserci caduti dentro in questo piccolo paese antico “Bagnago” dove i rapporti sono anche troppo stretti e il rispetto per gli altri è sacro. Ognuno sa tutto di tutti, ma i tanti grandi cuori che battono all’unisono non bastano, purtroppo, a guarire l’ignoranza e la superstizione della massa. Gigi ci narra i suoi sogni e le sue paure, ci presenta suo fratello Enrico, il mitico nonno, Allegra, l’amica del cuore, Francesco, il migliore amico, la Tugnina con le sue fiabe, che terminano sempre con…non ve lo dico. E un uomo nero, che incombe sopra gli incubi dei bambini. In vetrina, una bella bicicletta blu fa mostra di se e sembra aspettare solo lui.

“Tutto era cominciato a dicembre dell’anno prima, quando Cicognani aveva messo nella vetrina del suo negozio quella bici blu con le finiture cromate.”

Il 1963 è un anno lungo e difficile per tutti loro. I bambini saranno costretti a diventare grandi, e gli adulti si accorgeranno che forse era meglio restare un po’ bambini, che serietà e rinuncia alla fine non salvano. Molte drammatiche tragedie vicine e lontane mutano il corso della loro vita e dei loro pensieri per sempre.
Anche dove tutto è noto e sicuro, l’incognito incombe e improvvisamente tutto quello che è certo, non lo è più. Un romanzo storico, di crescita, con intense atmosfere gotico-rurale, soprattutto nell’ultima parte e lo stile incalzante e coinvolgente che caratterizza sempre i libri di questo scrittore. Un romanzo da tenere, che si legge e si vuole assolutamente rileggere. Fatelo anche voi!

“Ciò che non sapevo, invece, era che il dolore, la rabbia e la pena che provavo in quel momento erano niente a confronto di quelle che avrei subito nei giorni a venire. I giorni e i mesi più lunghi e terribili che io ricordi. Quelli in cui smisi davvero di essere bambino, per sempre.”

Titolo: L’uomo nero e la bicicletta blu
Autore: Eraldo Baldini
Editore: Einaudi
Pagine: 200
Anno: 2011

Escobar il fascino del male 🌟🌟🌟

Il  film arriva dopo il recente “Escobar – Paradise Lost” con Benicio del Toro e il telefilm Narcos su Netflix e a mio avviso ne risente, considerando anche quanto il soggetto sia sempre più inflazionato. In questa versione, la storia è costruita sulla base del libro scritto dall’amante di Escobar, la giornalista Virginia Vallejo. Sono riproposte alcune tappe della breve e sconvolgente vita di questo personaggio dal momento di massimo potere, alle elezioni, alla carica politica, alla morte.  Nasce nel 1949 e muore nel 1993, a 44 anni, se non altro paga direttamente la sua scelta di servire il male. Insieme a lui molti altri sono trascinati a fondo, ad un certo punto avere un qualsiasi tipo di relazione con Escobar significa morte. La stessa Virginia, una donna affascinante e intelligente, ma probabilmente schiava dell’ambizione e sensibile al potere dei soldi, si salva in extremis, grazie alla DEA, fornendo delle informazioni utili per la cattura e l’uccisione dell’uomo.

Pablo Escobar sfrutta fame e povertà per accrescere il suo ego e la sua popolarità, sembra convinto di essere un dio, e come tale è esaltato da poveri e ignoranti che possono contare solo su lui per racimolare soldo. Corrompe politici e ottiene protezione, il carcere dove viene rinchiuso è progettato da lui medesimo. Da delinquente gregario, diventa uno dei maggiori esportatori di cocaina del mondo, crea un impero della droga. Un uomo dotato di acume e inventiva, degna del miglior imprenditore, ma di tipo maligno. Nella sua breve esistenza costruisce un patrimonio immenso, invade l’America e entra nelle classifiche di Forbes per quanto riguarda gli uomini più ricchi del mondo.  Eccessivo, senza limiti, usa soldi e paura per dominare la Colombia e per molto tempo ci riesce. Premetto, che non ho letto il libro dal quale è tratta la storia raccontata in questa visione, che si intitola Amando Pablo Odiando Escobar, ma non ho trovato nella trama un solo motivo per il quale Virginia possa averlo amato. Il protagonista creato dal regista è un individuo senza nessun carisma, bieco, dotato di un sadismo malato, con nessun rispetto per la vita, tranne la sua famiglia e appare solo malato di potere, desiderio di possesso e uso fino al consumo delle persone.

Purtroppo, spesso la terra partorisce individui simili, che da solo realizzerebbero poco, ma grazie alla connivenza di governi e stati, si trasformano in sterminatori, senza nessun senso di colpa.

Una curiosità su quanto Escobar lascia alla Colombia:  una colonia di ippopotami, circa ventisette al momento, che arrivano direttamente dai  quattro ippopotami, un maschio e tre femmine, della sua hacienda, importati qui per i suoi capricci.  Tuttavia, nonostante le ingerenze con l’ecosistema della zona,  sono dotati di grande fascino e sono molto carismatici, anche se il carattere è piuttosto prepotente. Hanno saputo adattarsi all’ambiente, dimostrando che spesso la natura ce la fa, nonostante l’uomo.

Titolo italiano: Escobar il fascino del male
Titolo originale: Loving Pablo
ANNO: 2017
REGIA: Fernando León de Aranoa
ATTORI: Javier Bardem, Penélope Cruz, Peter Sarsgaard, David Ojalvo, David Valencia, Julieth Restrepo, Fredy Yate, Ricardo Niño, Pedro Calvo, Óscar Jaenada, Joavany Alvarez, Santiago Londoño
PAESE: Spagna, Bulgaria
DURATA: 123 Min
DISTRIBUZIONE: Notorious Pictures

Un ragazzo normale di Lorenzo Marone ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

 “Quella sera di gennaio del 1985 vidi la mia città sotto la neve come, ho poi saputo, non accadeva dal cinquantasei e come non sarebbe più accaduto per tanto ancora”.

1985, ricordate la grande nevicata? Questo romanzo inizia da qui e trasporta indietro a quegli anni ottanta, di cui tutti ancora parlano, di tanto  in tanto. Mimì, il protagonista, ha dodici anni, nella sua infanzia mi riconosco molto e questo mi riempie di tenerezza e dolci ricordi. Un ragazzino, a detta di molti, strano. Purtroppo, molte persone catalogano come stramberie, i comportamenti che in qualche modo si distinguono e che invece sono propri di chi ha una marcia in più. Mimì ama leggere e studiare, ha una curiosità viva e intelligente e un innato senso della lealtà, che lo fa ragionare con la sua testa, senza temere nulla. Mentre, gli adulti, al contrario sono  spesso schiavi della paura, un po’ come succede nella sua famiglia stessa. E’ magica l’immagine del libro sotto al letto, che lo attende ogni notte, (forse, anche perché ne avevo sempre uno sotto al cuscino).

“Da quel giorno avevo iniziato ad accumulare storie sotto la mia brandina. La sera mi bastava infilare la mano laggiù per ritrovare la pagina lasciata a metà il giorno prima”

Mimì crede nei supereroi o almeno ci spera e crede nelle persone. Quanti di voi non ci hanno pensato? Che qualcuno possa restituire al mondo  pace e  giustizia, sarebbe grandioso. Se bastasse l’Uomo Ragno o Mazinga “a risolvere le brutture del mondo”.

“Voglia di credere, forse, che davvero esistesse da qualche parte un supereroe nascosto che proteggeva le persone perbene e caricava sulle proprie spalle tutte le brutture del modo”

La trama si svolge nell’arco del 1985, un anno che si rivela intenso e ricco di emozioni per Mimì, la conoscenza con il suo compagno di avventure,  Sasà; il primo amore, Viola e soprattutto ci fa ricordare Giancarlo Siani, che Mimì ammira  e del quale vuol diventare amico. Qui, l’autore apre una tragica e vergognosa pagina di storia italiana, ovvero l’assassinio del giovane giornalista, Giancarlo Siani, a opera della camorra. Fatti drammatici e inspiegabili, che non dovrebbero avere luogo, se l’uomo potesse definirsi tale.

Il libro regala un’emozione ad ogni pagina, un piccolo tesoro che si nasconde dietro ad un proverbio napoletano, che il nonno semina qua e là tra le righe, oppure nelle parole ricercate di Mimì, nella sua incredibile saggezza e spontaneità. La sua forza è immensa, propria di quelle persone che credono e che amano senza riserve e timori.

Questo “ragazzo normale” è, a mio avviso, speciale, come in fondo tutti i personaggi che escono dalla penna di questo scrittore, persone vere, con pregi e soprattutto difetti, che con semplicità e affetto si raccontano e ci provano, prendendo sempre una posizione. In questo caso, incontriamo Mimì con la sua tenacia, che fa cadere il velo con il quale, spesso, i grandi si coprono gli occhi, e fanno finta di non vedere. Morire fa paura, a qualsiasi età e nessuno desidera  perdere l’unica vita a disposizione.  Qualche volta, però, nasce qualcuno che a soli ventisei di anni, a mettere la testa nella sabbia non ci sta. Così è stato per Giancarlo Siani che se ne è andato nell’età più bella, perché la realtà è spesso senza senso e non sta dalla parte dei supereroi e neanche delle persone comuni, ma permette a uomini indegni  e abbietti  di avere la supremazia sulla vita stessa.

L’autore, Lorenzo Marone, con le parole arriva diritto al cuore e ancora una volta, nel leggerlo mi chiedo come fa, a farmi commuovere e appassionare così. Per scoprirlo, miei cari, dovete aprire la prima pagina e iniziare; a guidarvi e farvi compagnia ci saranno: Mimi’, Sasa’, Bagheera, il gatto, Matthias, il barbone, Beethoven, il cane, Bea, la sorella, il nonno e la nonna, i genitori e soprattutto Giancarlo Siani con il suo sorriso, il suo coraggio e il suo amore per la verità, più forte del male.

“In ogni caso, le stelle non servono, i desideri non cadono dal cielo, semplicemente arrivano, un giorno, per caso, per una coincidenza, proprio quando hai smesso di pensarci.”

Con affetto,

Titolo: Un ragazzo normale
Autore: Lorenzo Marone
Editore: Feltrinelli
Anno: 2018
Pagine: 286

I Medici – Un uomo al potere di Matteo Strukul ⭐️⭐️⭐️⭐️

Quando la storia si fa presente

Febbraio 1469
Lorenzo de Medici, appena ventenne, diventa il signore di Firenze. Le responsabilità e il potere che, in breve tempo, entrano nella sua vita sono incommensurabili. Dal matrimonio imposto con Clarice Orsini, a causa del quale, Lorenzo non potrà mai vivere pienamente il suo amore con Lucrezia Donati, la donna di cui è sempre più innamorato. Al bel legame di amicizia con un giovane Leonardo da Vinci. Tutto è compromesso. Tuttavia, Firenze è la sua città, l’ha scelto e lui non la tradirà, così si dedica anima e corpo a proteggerla, alla crescita artistica ed economica e ai fiorentini di ogni classe sociale. Nell’ombra tramano personaggi come: Girolamo Riario, Ludovico Ricci, Francesco de Pazzi e addirittura il papa Sisto IV; auspicano la fine dei Medici per riappropriarsi del potere. Il rinascimento in Italia è un periodo di eccezionali scoperte, di artisti straordinari, come Leonardo, Botticelli e altri, progressi in ogni campo. Nello stesso tempo il buio regna e l’aria e satura d’intrighi e malvagità.
Può un giovane ragazzo, resistere e dominare tutto questo?

Era come se Lorenzo avesse voluto rinchiudersi in una solitudine fatta di potere e fedeltà alla sua unica signora e padrona: Firenze.

Lorenzo il Magnifico è un abile politico, di grande intelligenza e apertura, un poeta e un mecenate delle arti. Una figura storica molto amata, quindi, quando mi sono apprestata a leggere questo libro, ero piena di attese ed entusiasmo. Adesso, che l’ho terminato, posso dirvi che è speciale.  La scrittura semplice e immediata, che a qualcuno può far storcere il naso, avvolge e trasporta in una meravigliosa Firenze rinascimentale, la culla delle arti e delle innovazioni, purtroppo, spesso scoraggiate e addirittura combattute, soprattutto a causa dell’ingerenza della chiesa.
C’è poco da fare, in ogni periodo storico, qualcuno s’impegna perché le persone permangano nell’ignoranza, ai giorni nostri, poi, di modi ce ne sono tanti, anche se più subdoli.

Un uomo giovane riesce con acume e ingegno a rendere magnifica la Repubblica Fiorentina, a farla eccellere in diversi settori, a sopravvivere a congiure e attacchi di ogni tipo. A vivere e a governare in un’epoca in cui le onte e le rivalità, sono lavate con il sangue, senza alcuna pietà.

C’era in lui uno straordinario pragmatismo, unito a un incredibile fiuto politico e a uno spregiudicato uso del potere.

Le offese sono scintille per battaglie e scontri, qualsiasi aggressione è concessa, quasi l’uomo abbia una costante sete di sangue da placare, come si legge nei capitoli “il sacco di Volterra” o quelli dedicati a “la congiura de’ Pazzi” a Firenze, la crudeltà da i brividi. La folla non vede l’ora di annientare, uccidere, razziare, stuprare, e si muove come un unico corpo senza cuore, né mente. Purtroppo, anche ai giorni nostri, chi ha la supremazia, agisce nel buio, senza esitazioni, porta guerre e fame in luoghi che non riescono e non vogliono difendersi, si sazia delle vite di disgraziati innocenti.
Il potere ruba l’anima dell’individuo, lo possiede, lo cambia e anche Lorenzo sente questo fascino, ma non si lascia corrompere.

Siamo totalmente impegnati ad ascoltare la voce del giorno che ci reclama, da dimenticare quello che abbiamo avuto. È quello che abbiamo avuto non è cosa da poco: troppo spesso permettiamo al presente di offuscare il passato è ciò che ci ha spinto a voler essere migliori.

Poi pianse.

Perché sapeva che ciò che è troppo bello non può durare per sempre.

Matteo Strukul è straordinario, nel ricreare su carta tutto questo, come per magia ci fa tornare indietro nel tempo, conoscere e condividere momenti di vita, con personaggi come Lorenzo e Leonardo, divertendo e descrivendo un quadro storico appassionante, più avvincente di un thriller. La trama è suddivisa in capitoli che contraddistinguono diversi eventi storici di notevole rilevanza e rendono la lettura più scorrevole. Volenti o nolenti, si finisce in uno dei periodi più controversi della storia italiana, la luce che si intravede, dopo il buio del Medioevo, è ancora lontana e nasconde ampi spazi bui, come voragini. L’autore porta la storia fino a noi e la rende fruibile e godibile a tutti.
Amore, amicizia, giallo…tutto scorre nelle strade fiorentine di fine 1400.
Non perdetelo, leggetelo e lasciatevi catturare. Magari non fate come me, iniziate dal primo. Ciao! 😊

Titolo: I Medici – Un uomo al potere
Autore: Matteo Strukul
Editore: Newton Compton
Pagine: 376
Anno: novembre 2016

Vipera di Maurizio De Giovanni ⭐️⭐️⭐️⭐️

Il commissario Ricciardi indaga sulla morte della seducente “Vipera”, ovvero Maria Rosaria Cennamo, la più bella ragazza della casa di appuntamenti Paradiso, in via Chiaia, a Napoli.
E dove c’è bellezza, sesso, soldi, le passioni fermentano, crescono, prendono fuoco e il risultato può travolgere ogni cosa.

C’era qualcosa che gli sfuggiva, una sensazione acuta di disordine; in quella brutta storia i suoi occhi non avevano ben guardato, le sue orecchie avevano ascoltato male.”

Come l’ho letto io

C’è tutta Napoli in questo libro e anche se siamo nel 1932  e l’atmosfera è pesante, gli effetti della dittatura si percepiscono in pieno e le camice nere sono ovunque, nell’aria si sente l’arrivo della primavera e il sopraggiungere della Pasqua. Nelle strade un sottofondo di rumori e di odori tipici, le cucine sono in piena attività, ci sono succulente pietanze da preparare. Una vetrina di  profumi,  colori  e suoni che si mescolano al calore e alla gioia della gente. Mentre dietro,  si nascondono, come spesso capita, ipocrisie e moralismi, ossessioni, povertà e paura di perdere le poche certezze. Oltre al giallo, quindi, c’è tutta una realtà  raccontata in modo estremamente suggestivo. Ingredienti, ricette e leggende legate al cibo e alle tradizioni. La festività che tutto copre e dall’altro lato il potere crescente del fascismo, che con punizioni, torture e campi di concentramento si rafforza e controlla ogni cosa.

Poco c’è da fare per chi non ha la stessa opinione o non piega il capo, come il dottor Modo, uno degli indovinati personaggi del romanzo, che a fare finta di niente proprio non ce la fa.
Poi abbiamo,  il brigadiere Maione, superbamente tratteggiato, un uomo giusto e coraggioso, grande e grosso e con un cuore enorme.
E il commissario Ricciardi, il protagonista principale, che poco sembra un poliziotto, ha un incredibile acume e intuito; seppure sia sempre avvolto da un’aura malinconica. Si tratta di un uomo segnato irrimediabilmente  dal suo dono, quello di percepire l’ultimo sussurro dei morti.
E poi tanti altri, tra cui Bambinella, un travestito irriverente e prezioso con le sue informazioni.  Lucia, la moglie di Maione e la sua bellissima famiglia allargata.  Rosa, la governante del commissario. E dulcis in fundo, Livia e Enrica, due donne che si contendono il cuore di Ricciardi, un amore impossibile, fermo in una situazione di stallo, da ambo i lati.
Il romanzo racchiude un mondo intero, che arriva fino a noi attraverso piccoli e deliziosi aneddoti e una descrizione accurata di una situazione politica drammatica, in una  Napoli viva come non mai.

Con il suo stile coinvolgente e intenso l’autore regala una lettura che avvolge e commuove.

 “Guardi la notte in faccia, dottore. Senti che attorno qualcuno dorme, addirittura. Ti meravigli sempre, quando vedi  a che cosa riescano ad abituarsi gli esseri uman; quanto riescano a sopportare. Guardi la notte in faccia, e lei ti ricambia, impassibile. E’ abituata a ben altro la notte. E’ passata su ben altri dolori, ha coperto ben altre nostalgie.”

Consigliato. Da assaporare lentamente come il caffè.

“Il caffè di Napoli”  – Devo dirvi, Ricciardi, che se dovessi andar via da questa città il caffè sarebbe il più grande rimpianto. E’ talmente superiore agli altri, che sarei costretto a non berne mai più. –

Titolo: Vipera  (Nessuna resurrezione per il commissario Ricciardi)
Autore: Maurizio De Giovanni
Pagine: 304
Editore: Einaudi
Anno: 2012

 

 

Il maestro delle ombre di Donato Carrisi ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

Roma, un nubifragio causa forti danni ad una centrale elettrica, costringendo la città ad un black-out di ventiquattrore.

Il buio totale avvolge la città e  terrorizza la popolazione, ma c’è chi aspetta con ansia, nell’ombra. Un antico documento ecclesiastico proclama  “Roma non deve mai restare al buio”…

Un’unica, lunga notte in cui si incontrano e scontrano i destini di Marcus, Sandra Vega, l’ispettore Vitali, Matilde Frai e un mistero di un bimbo scomparso molti anni prima. Ognuno è a suo modo coinvolto.

La follia, intanto, dilaga,  s’impossessa delle masse e per le strade volti senza espressione rincorrono possibili vittime. Basterà una sola notte a distruggere Roma….

Le mie annotazioni

Un romanzo estremamente avvincente, difficile da abbandonare una volta iniziato. Diverse le storie che si incrociano nel thriller, interessanti risvolti storici, esoterici e scientifici nella ricostruzione attenta del processo di distruzione di Roma. L’immensa è meravigliosa capitale è sottoposta ad ogni genere di scempio dalla mano dell’uomo o dalla natura stessa. Una trama carica di mistero e di atmosfere gotiche. Marcus, il penitenziere incaricato dal Tribunale delle anime,  non ricorda nulla, è vittima di un’amnesia ed  il suo è un continuo ritornare su i suoi passi, guidato da un unico indizio cartaceo,  su cui è riportato il nome di un bambino, Tobia Frai. Sandra Vega è  una poliziotta, coinvolta suo malgrado nella ricerca di un assassino crudele, dopo il ritrovamento di un video su un telefonino in un taxi. L’ispettore Vitali, viscido e ambiguo, ha il compito di mantenere l’ordine durante le ventiquattrore di black-out, ma io suo obiettivo è un altro. Così, mentre l’ultima luce si spegne, l’ultima connessione internet cade e le immagini delle televisioni, a poco, a poco, evaporano, qualcuno è già pronto nel buio.
L’autore cattura l’attenzione e la fa prigioniera, in un crescendo di azione e di eventi. Il ritmo è incessante, i luoghi descritti sono carichi di fascino, e la narrazione si muove percorsi spettacolari sopra e sotto la superficie di Roma. Un patrimonio inestimabile,  costruito in migliaia di anni, che sta per essere spazzato via, da un’unica notte nera.
Un colpo di scena dietro l’altro, per poi accorgersi sempre che nulla è come sembra.
In alcuni aspetti la storia mi ha ricordato le ambientazioni e lo stile di Dan Brown ne Il codice Da Vinci. Se dovessi scegliere tra i due romanzi, è questo,  di Donato Carrisi, quello che mi è piaciuto di più. E a breve leggerò La ragazza nella nebbia…a questo punto non vedo l’ora.

Da leggere, da rivivere per le strade della città eterna, un itinerario magico e speciale, nella nostra  grande, immensa e difficile capitale.  E,  l’autore sembra quasi volerci ricordare di averne cura, perché Roma è meravigliosa e ce n’è solo una.

Titolo: Il maestro delle ombre
Autore: Donato Carrisi
Editore: Longanesi
Pagine: 358
Anno: 2016