Escobar il fascino del male 🌟🌟🌟

Il  film arriva dopo il recente “Escobar – Paradise Lost” con Benicio del Toro e il telefilm Narcos su Netflix e a mio avviso ne risente, considerando anche quanto il soggetto sia sempre più inflazionato. In questa versione, la storia è costruita sulla base del libro scritto dall’amante di Escobar, la giornalista Virginia Vallejo. Sono riproposte alcune tappe della breve e sconvolgente vita di questo personaggio dal momento di massimo potere, alle elezioni, alla carica politica, alla morte.  Nasce nel 1949 e muore nel 1993, a 44 anni, se non altro paga direttamente la sua scelta di servire il male. Insieme a lui molti altri sono trascinati a fondo, ad un certo punto avere un qualsiasi tipo di relazione con Escobar significa morte. La stessa Virginia, una donna affascinante e intelligente, ma probabilmente schiava dell’ambizione e sensibile al potere dei soldi, si salva in extremis, grazie alla DEA, fornendo delle informazioni utili per la cattura e l’uccisione dell’uomo.

Pablo Escobar sfrutta fame e povertà per accrescere il suo ego e la sua popolarità, sembra convinto di essere un dio, e come tale è esaltato da poveri e ignoranti che possono contare solo su lui per racimolare soldo. Corrompe politici e ottiene protezione, il carcere dove viene rinchiuso è progettato da lui medesimo. Da delinquente gregario, diventa uno dei maggiori esportatori di cocaina del mondo, crea un impero della droga. Un uomo dotato di acume e inventiva, degna del miglior imprenditore, ma di tipo maligno. Nella sua breve esistenza costruisce un patrimonio immenso, invade l’America e entra nelle classifiche di Forbes per quanto riguarda gli uomini più ricchi del mondo.  Eccessivo, senza limiti, usa soldi e paura per dominare la Colombia e per molto tempo ci riesce. Premetto, che non ho letto il libro dal quale è tratta la storia raccontata in questa visione, che si intitola Amando Pablo Odiando Escobar, ma non ho trovato nella trama un solo motivo per il quale Virginia possa averlo amato. Il protagonista creato dal regista è un individuo senza nessun carisma, bieco, dotato di un sadismo malato, con nessun rispetto per la vita, tranne la sua famiglia e appare solo malato di potere, desiderio di possesso e uso fino al consumo delle persone.

Purtroppo, spesso la terra partorisce individui simili, che da solo realizzerebbero poco, ma grazie alla connivenza di governi e stati, si trasformano in sterminatori, senza nessun senso di colpa.

Una curiosità su quanto Escobar lascia alla Colombia:  una colonia di ippopotami, circa ventisette al momento, che arrivano direttamente dai  quattro ippopotami, un maschio e tre femmine, della sua hacienda, importati qui per i suoi capricci.  Tuttavia, nonostante le ingerenze con l’ecosistema della zona,  sono dotati di grande fascino e sono molto carismatici, anche se il carattere è piuttosto prepotente. Hanno saputo adattarsi all’ambiente, dimostrando che spesso la natura ce la fa, nonostante l’uomo.

Titolo italiano: Escobar il fascino del male
Titolo originale: Loving Pablo
ANNO: 2017
REGIA: Fernando León de Aranoa
ATTORI: Javier Bardem, Penélope Cruz, Peter Sarsgaard, David Ojalvo, David Valencia, Julieth Restrepo, Fredy Yate, Ricardo Niño, Pedro Calvo, Óscar Jaenada, Joavany Alvarez, Santiago Londoño
PAESE: Spagna, Bulgaria
DURATA: 123 Min
DISTRIBUZIONE: Notorious Pictures

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Un ragazzo normale di Lorenzo Marone ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

 “Quella sera di gennaio del 1985 vidi la mia città sotto la neve come, ho poi saputo, non accadeva dal cinquantasei e come non sarebbe più accaduto per tanto ancora”.

1985, ricordate la grande nevicata? Questo romanzo inizia da qui e trasporta indietro a quegli anni ottanta, di cui tutti ancora parlano, di tanto  in tanto. Mimì, il protagonista, ha dodici anni, nella sua infanzia mi riconosco molto e questo mi riempie di tenerezza e dolci ricordi. Un ragazzino, a detta di molti, strano. Purtroppo, molte persone catalogano come stramberie, i comportamenti che in qualche modo si distinguono e che invece sono propri di chi ha una marcia in più. Mimì ama leggere e studiare, ha una curiosità viva e intelligente e un innato senso della lealtà, che lo fa ragionare con la sua testa, senza temere nulla. Mentre, gli adulti, al contrario sono  spesso schiavi della paura, un po’ come succede nella sua famiglia stessa. E’ magica l’immagine del libro sotto al letto, che lo attende ogni notte, (forse, anche perché ne avevo sempre uno sotto al cuscino).

“Da quel giorno avevo iniziato ad accumulare storie sotto la mia brandina. La sera mi bastava infilare la mano laggiù per ritrovare la pagina lasciata a metà il giorno prima”

Mimì crede nei supereroi o almeno ci spera e crede nelle persone. Quanti di voi non ci hanno pensato? Che qualcuno possa restituire al mondo  pace e  giustizia, sarebbe grandioso. Se bastasse l’Uomo Ragno o Mazinga “a risolvere le brutture del mondo”.

“Voglia di credere, forse, che davvero esistesse da qualche parte un supereroe nascosto che proteggeva le persone perbene e caricava sulle proprie spalle tutte le brutture del modo”

La trama si svolge nell’arco del 1985, un anno che si rivela intenso e ricco di emozioni per Mimì, la conoscenza con il suo compagno di avventure,  Sasà; il primo amore, Viola e soprattutto ci fa ricordare Giancarlo Siani, che Mimì ammira  e del quale vuol diventare amico. Qui, l’autore apre una tragica e vergognosa pagina di storia italiana, ovvero l’assassinio del giovane giornalista, Giancarlo Siani, a opera della camorra. Fatti drammatici e inspiegabili, che non dovrebbero avere luogo, se l’uomo potesse definirsi tale.

Il libro regala un’emozione ad ogni pagina, un piccolo tesoro che si nasconde dietro ad un proverbio napoletano, che il nonno semina qua e là tra le righe, oppure nelle parole ricercate di Mimì, nella sua incredibile saggezza e spontaneità. La sua forza è immensa, propria di quelle persone che credono e che amano senza riserve e timori.

Questo “ragazzo normale” è, a mio avviso, speciale, come in fondo tutti i personaggi che escono dalla penna di questo scrittore, persone vere, con pregi e soprattutto difetti, che con semplicità e affetto si raccontano e ci provano, prendendo sempre una posizione. In questo caso, incontriamo Mimì con la sua tenacia, che fa cadere il velo con il quale, spesso, i grandi si coprono gli occhi, e fanno finta di non vedere. Morire fa paura, a qualsiasi età e nessuno desidera  perdere l’unica vita a disposizione.  Qualche volta, però, nasce qualcuno che a soli ventisei di anni, a mettere la testa nella sabbia non ci sta. Così è stato per Giancarlo Siani che se ne è andato nell’età più bella, perché la realtà è spesso senza senso e non sta dalla parte dei supereroi e neanche delle persone comuni, ma permette a uomini indegni  e abbietti  di avere la supremazia sulla vita stessa.

L’autore, Lorenzo Marone, con le parole arriva diritto al cuore e ancora una volta, nel leggerlo mi chiedo come fa, a farmi commuovere e appassionare così. Per scoprirlo, miei cari, dovete aprire la prima pagina e iniziare; a guidarvi e farvi compagnia ci saranno: Mimi’, Sasa’, Bagheera, il gatto, Matthias, il barbone, Beethoven, il cane, Bea, la sorella, il nonno e la nonna, i genitori e soprattutto Giancarlo Siani con il suo sorriso, il suo coraggio e il suo amore per la verità, più forte del male.

“In ogni caso, le stelle non servono, i desideri non cadono dal cielo, semplicemente arrivano, un giorno, per caso, per una coincidenza, proprio quando hai smesso di pensarci.”

Con affetto,

Titolo: Un ragazzo normale
Autore: Lorenzo Marone
Editore: Feltrinelli
Anno: 2018
Pagine: 286

I Medici – Un uomo al potere di Matteo Strukul ⭐️⭐️⭐️⭐️

Quando la storia si fa presente

Febbraio 1469
Lorenzo de Medici, appena ventenne, diventa il signore di Firenze. Le responsabilità e il potere che, in breve tempo, entrano nella sua vita sono incommensurabili. Dal matrimonio imposto con Clarice Orsini, a causa del quale, Lorenzo non potrà mai vivere pienamente il suo amore con Lucrezia Donati, la donna di cui è sempre più innamorato. Al bel legame di amicizia con un giovane Leonardo da Vinci. Tutto è compromesso. Tuttavia, Firenze è la sua città, l’ha scelto e lui non la tradirà, così si dedica anima e corpo a proteggerla, alla crescita artistica ed economica e ai fiorentini di ogni classe sociale. Nell’ombra tramano personaggi come: Girolamo Riario, Ludovico Ricci, Francesco de Pazzi e addirittura il papa Sisto IV; auspicano la fine dei Medici per riappropriarsi del potere. Il rinascimento in Italia è un periodo di eccezionali scoperte, di artisti straordinari, come Leonardo, Botticelli e altri, progressi in ogni campo. Nello stesso tempo il buio regna e l’aria e satura d’intrighi e malvagità.
Può un giovane ragazzo, resistere e dominare tutto questo?

Era come se Lorenzo avesse voluto rinchiudersi in una solitudine fatta di potere e fedeltà alla sua unica signora e padrona: Firenze.

Lorenzo il Magnifico è un abile politico, di grande intelligenza e apertura, un poeta e un mecenate delle arti. Una figura storica molto amata, quindi, quando mi sono apprestata a leggere questo libro, ero piena di attese ed entusiasmo. Adesso, che l’ho terminato, posso dirvi che è speciale.  La scrittura semplice e immediata, che a qualcuno può far storcere il naso, avvolge e trasporta in una meravigliosa Firenze rinascimentale, la culla delle arti e delle innovazioni, purtroppo, spesso scoraggiate e addirittura combattute, soprattutto a causa dell’ingerenza della chiesa.
C’è poco da fare, in ogni periodo storico, qualcuno s’impegna perché le persone permangano nell’ignoranza, ai giorni nostri, poi, di modi ce ne sono tanti, anche se più subdoli.

Un uomo giovane riesce con acume e ingegno a rendere magnifica la Repubblica Fiorentina, a farla eccellere in diversi settori, a sopravvivere a congiure e attacchi di ogni tipo. A vivere e a governare in un’epoca in cui le onte e le rivalità, sono lavate con il sangue, senza alcuna pietà.

C’era in lui uno straordinario pragmatismo, unito a un incredibile fiuto politico e a uno spregiudicato uso del potere.

Le offese sono scintille per battaglie e scontri, qualsiasi aggressione è concessa, quasi l’uomo abbia una costante sete di sangue da placare, come si legge nei capitoli “il sacco di Volterra” o quelli dedicati a “la congiura de’ Pazzi” a Firenze, la crudeltà da i brividi. La folla non vede l’ora di annientare, uccidere, razziare, stuprare, e si muove come un unico corpo senza cuore, né mente. Purtroppo, anche ai giorni nostri, chi ha la supremazia, agisce nel buio, senza esitazioni, porta guerre e fame in luoghi che non riescono e non vogliono difendersi, si sazia delle vite di disgraziati innocenti.
Il potere ruba l’anima dell’individuo, lo possiede, lo cambia e anche Lorenzo sente questo fascino, ma non si lascia corrompere.

Siamo totalmente impegnati ad ascoltare la voce del giorno che ci reclama, da dimenticare quello che abbiamo avuto. È quello che abbiamo avuto non è cosa da poco: troppo spesso permettiamo al presente di offuscare il passato è ciò che ci ha spinto a voler essere migliori.

Poi pianse.

Perché sapeva che ciò che è troppo bello non può durare per sempre.

Matteo Strukul è straordinario, nel ricreare su carta tutto questo, come per magia ci fa tornare indietro nel tempo, conoscere e condividere momenti di vita, con personaggi come Lorenzo e Leonardo, divertendo e descrivendo un quadro storico appassionante, più avvincente di un thriller. La trama è suddivisa in capitoli che contraddistinguono diversi eventi storici di notevole rilevanza e rendono la lettura più scorrevole. Volenti o nolenti, si finisce in uno dei periodi più controversi della storia italiana, la luce che si intravede, dopo il buio del Medioevo, è ancora lontana e nasconde ampi spazi bui, come voragini. L’autore porta la storia fino a noi e la rende fruibile e godibile a tutti.
Amore, amicizia, giallo…tutto scorre nelle strade fiorentine di fine 1400.
Non perdetelo, leggetelo e lasciatevi catturare. Magari non fate come me, iniziate dal primo. Ciao! 😊

Titolo: I Medici – Un uomo al potere
Autore: Matteo Strukul
Editore: Newton Compton
Pagine: 376
Anno: novembre 2016

Vipera di Maurizio De Giovanni ⭐️⭐️⭐️⭐️

Il commissario Ricciardi indaga sulla morte della seducente “Vipera”, ovvero Maria Rosaria Cennamo, la più bella ragazza della casa di appuntamenti Paradiso, in via Chiaia, a Napoli.
E dove c’è bellezza, sesso, soldi, le passioni fermentano, crescono, prendono fuoco e il risultato può travolgere ogni cosa.

C’era qualcosa che gli sfuggiva, una sensazione acuta di disordine; in quella brutta storia i suoi occhi non avevano ben guardato, le sue orecchie avevano ascoltato male.”

Come l’ho letto io

C’è tutta Napoli in questo libro e anche se siamo nel 1932  e l’atmosfera è pesante, gli effetti della dittatura si percepiscono in pieno e le camice nere sono ovunque, nell’aria si sente l’arrivo della primavera e il sopraggiungere della Pasqua. Nelle strade un sottofondo di rumori e di odori tipici, le cucine sono in piena attività, ci sono succulente pietanze da preparare. Una vetrina di  profumi,  colori  e suoni che si mescolano al calore e alla gioia della gente. Mentre dietro,  si nascondono, come spesso capita, ipocrisie e moralismi, ossessioni, povertà e paura di perdere le poche certezze. Oltre al giallo, quindi, c’è tutta una realtà  raccontata in modo estremamente suggestivo. Ingredienti, ricette e leggende legate al cibo e alle tradizioni. La festività che tutto copre e dall’altro lato il potere crescente del fascismo, che con punizioni, torture e campi di concentramento si rafforza e controlla ogni cosa.

Poco c’è da fare per chi non ha la stessa opinione o non piega il capo, come il dottor Modo, uno degli indovinati personaggi del romanzo, che a fare finta di niente proprio non ce la fa.
Poi abbiamo,  il brigadiere Maione, superbamente tratteggiato, un uomo giusto e coraggioso, grande e grosso e con un cuore enorme.
E il commissario Ricciardi, il protagonista principale, che poco sembra un poliziotto, ha un incredibile acume e intuito; seppure sia sempre avvolto da un’aura malinconica. Si tratta di un uomo segnato irrimediabilmente  dal suo dono, quello di percepire l’ultimo sussurro dei morti.
E poi tanti altri, tra cui Bambinella, un travestito irriverente e prezioso con le sue informazioni.  Lucia, la moglie di Maione e la sua bellissima famiglia allargata.  Rosa, la governante del commissario. E dulcis in fundo, Livia e Enrica, due donne che si contendono il cuore di Ricciardi, un amore impossibile, fermo in una situazione di stallo, da ambo i lati.
Il romanzo racchiude un mondo intero, che arriva fino a noi attraverso piccoli e deliziosi aneddoti e una descrizione accurata di una situazione politica drammatica, in una  Napoli viva come non mai.

Con il suo stile coinvolgente e intenso l’autore regala una lettura che avvolge e commuove.

 “Guardi la notte in faccia, dottore. Senti che attorno qualcuno dorme, addirittura. Ti meravigli sempre, quando vedi  a che cosa riescano ad abituarsi gli esseri uman; quanto riescano a sopportare. Guardi la notte in faccia, e lei ti ricambia, impassibile. E’ abituata a ben altro la notte. E’ passata su ben altri dolori, ha coperto ben altre nostalgie.”

Consigliato. Da assaporare lentamente come il caffè.

“Il caffè di Napoli”  – Devo dirvi, Ricciardi, che se dovessi andar via da questa città il caffè sarebbe il più grande rimpianto. E’ talmente superiore agli altri, che sarei costretto a non berne mai più. –

Titolo: Vipera  (Nessuna resurrezione per il commissario Ricciardi)
Autore: Maurizio De Giovanni
Pagine: 304
Editore: Einaudi
Anno: 2012

 

 

Il maestro delle ombre di Donato Carrisi ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

Roma, un nubifragio causa forti danni ad una centrale elettrica, costringendo la città ad un black-out di ventiquattrore.

Il buio totale avvolge la città e  terrorizza la popolazione, ma c’è chi aspetta con ansia, nell’ombra. Un antico documento ecclesiastico proclama  “Roma non deve mai restare al buio”…

Un’unica, lunga notte in cui si incontrano e scontrano i destini di Marcus, Sandra Vega, l’ispettore Vitali, Matilde Frai e un mistero di un bimbo scomparso molti anni prima. Ognuno è a suo modo coinvolto.

La follia, intanto, dilaga,  s’impossessa delle masse e per le strade volti senza espressione rincorrono possibili vittime. Basterà una sola notte a distruggere Roma….

Le mie annotazioni

Un romanzo estremamente avvincente, difficile da abbandonare una volta iniziato. Diverse le storie che si incrociano nel thriller, interessanti risvolti storici, esoterici e scientifici nella ricostruzione attenta del processo di distruzione di Roma. L’immensa è meravigliosa capitale è sottoposta ad ogni genere di scempio dalla mano dell’uomo o dalla natura stessa. Una trama carica di mistero e di atmosfere gotiche. Marcus, il penitenziere incaricato dal Tribunale delle anime,  non ricorda nulla, è vittima di un’amnesia ed  il suo è un continuo ritornare su i suoi passi, guidato da un unico indizio cartaceo,  su cui è riportato il nome di un bambino, Tobia Frai. Sandra Vega è  una poliziotta, coinvolta suo malgrado nella ricerca di un assassino crudele, dopo il ritrovamento di un video su un telefonino in un taxi. L’ispettore Vitali, viscido e ambiguo, ha il compito di mantenere l’ordine durante le ventiquattrore di black-out, ma io suo obiettivo è un altro. Così, mentre l’ultima luce si spegne, l’ultima connessione internet cade e le immagini delle televisioni, a poco, a poco, evaporano, qualcuno è già pronto nel buio.
L’autore cattura l’attenzione e la fa prigioniera, in un crescendo di azione e di eventi. Il ritmo è incessante, i luoghi descritti sono carichi di fascino, e la narrazione si muove percorsi spettacolari sopra e sotto la superficie di Roma. Un patrimonio inestimabile,  costruito in migliaia di anni, che sta per essere spazzato via, da un’unica notte nera.
Un colpo di scena dietro l’altro, per poi accorgersi sempre che nulla è come sembra.
In alcuni aspetti la storia mi ha ricordato le ambientazioni e lo stile di Dan Brown ne Il codice Da Vinci. Se dovessi scegliere tra i due romanzi, è questo,  di Donato Carrisi, quello che mi è piaciuto di più. E a breve leggerò La ragazza nella nebbia…a questo punto non vedo l’ora.

Da leggere, da rivivere per le strade della città eterna, un itinerario magico e speciale, nella nostra  grande, immensa e difficile capitale.  E,  l’autore sembra quasi volerci ricordare di averne cura, perché Roma è meravigliosa e ce n’è solo una.

Titolo: Il maestro delle ombre
Autore: Donato Carrisi
Editore: Longanesi
Pagine: 358
Anno: 2016

Stirpe selvaggia di Eraldo Baldini ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

I romanzi di Eraldo Baldini, sono così, appena ne finisci uno, conti i giorni che ti separano dal successivo.

San Sebastiano Alpe è un piccolo paese di montagna dell’Appennino romagnolo, dove la vita è dura e la povertà incombe, ma tra le persone esiste  una grande solidarietà. In questi luoghi, nel 1909, iniziano le vicende di Amerigo, Mariano, Rachele, tra la Valleluce e le leggende della Vallebuia.  In un retaggio di credenze popolari e tradizioni antiche,  la loro amicizia sfida il tempo, le guerre, la crudeltà di una ricca e avida contessa e del suo servitore. Diventano grandi, le persone amate muoiono,  l’avvento della prima guerra mondiale e poi del fascismo. Il destino si diverte a separarli, ma il loro legame è resistente e sopravvive. Sono proprio i loro occhi ad accompagnarci lungo i fatti storici e in particolare quelli del piccolo Amerigo, azzurri, freddi, glaciali. Un bambino dai capelli biondi e lineamenti lontani, diverso, coraggioso, leale, con un padre straniero, mai conosciuto e  una storia che per tutti è già leggenda, destinata solo a ingrandirsi.

Perché vi lesse forza, coraggio folle, rabbia, sfida. Vi colse un qualcosa di selvaggio che la intimorì, tanto da spingerla a tenere un passo svelto nel tornare a capo chino verso la villa.”

Come l’ho letto io

Nei romanzi di Eraldo Baldini c’è energia, le parole sono potenti, avvolgono, creano il contorno, periodi storici difficili e personaggi diventano reali. È il racconto della quotidianità di tre ragazzi, un’esistenza difficile, impervia e avventurosa. Amerigo, Mariano e Rachele, le loro famiglie Alma, Giulia, il cane Belva, gli abitanti di San Sebastiano Alpe, Piuma e tanti altri.  Sembra di conoscerli, i loro vizi, i difetti, le virtù  e la loro grande umanità. Entrano nel cuore e ci parlano del nostro passato recente, così lontano, perché mai approfondito a scuola, che grazie a loro diventa   prossimo.

“La gente del paese, di tutti i paesi, sa tante cose, quelle che si possono e quelle che non si possono dire, quelle giuste e quelle no, quelle belle e quelle brutte. E conosce la verità da raccontare sempre e comunque, bugie costruite per malignità, oppure a fin di bene anche segreti da mantenere a ogni costo.”

Le condizioni di vita nelle campagne, tra le montagne sono estreme ma i legami sono autentici. La riconoscenza, l’affetto, il silenzio, l’unione, il rispetto, il coraggio e avanti all’infinito. Valori  di cui pochi ricordano il senso,  sostituiti da chimere commerciali e consumistiche. Per non parlare dei  paesi di montagna, molti dei quali scomparsi. La  sensazione di lentezza della campagna è stata progressivamente sostituita da una frenesia stressante e malata. Il benessere ha determinato una progressiva distruzione dell’ambiente, dell’aria che respiriamo, delle piante, degli animali. La percezione generale ci rende più ricchi, minori differenze di classe, ma la verità ha tutto un altro sapore.

Dall’infanzia, all’età adulta, tre amici sodali, continuamente separati da eventi avversi, uniti sempre nei loro cuori e pensieri. Amerigo l’impulsivo, determinato, sempre in lotta con i suoi fantasmi, pronto a dare la vita, lui che più di tutti desiderava andare via, resta incapace di lasciare i suoi amati boschi e valli. Mariano, l’amico buono e riflessivo, più di un fratello, curioso, desideroso di contribuire a migliorare il mondo. La dolce Rachele, l’amica da proteggere per entrambi, che, suo malgrado, diventa motivo di conflitti, di incomprensioni.

Lettura straordinaria e emozionante, l’autore combina in modo perfetto fatti reali e fantasia, creando un romanzo magnifico.
Consigliato a tutti, per conoscere la nostra storia, per affezionarsi, per innamorarsi di luoghi, persone,  attraverso lo scorrere del tempo e affetti veri.

Per me, leggere i libri di questo scrittore è un piacere, a prescindere da quella che sarà la storia. Le descrizioni creano immagini e atmosfere in cui si resta avvinti e la sensazione è quella di far parte della narrazione. Uno stile immediato e intenso

“I due amici di sempre laggiù insieme e senza di lei, che con loro condivideva un pezzo di grande vita e di cuore. Fece per tornare indietro e raggiungerli, ma, Belva, le sbarrò il passo brontolando, uggiolando e impedendole di ridiscendere il sentiero, angelo custode e nume tutelare che sapeva sempre cosa fare, perché il suo sapere  non era quello di un cane, ma quello enorme del mondo.”

Titolo: Stirpe selvaggia
Autore: Eraldo Baldini
Editore: Einaudi
Pagine: 298
Anno: 2016

Barry Seal ⭐️⭐️⭐️

Ciao, dopo un bel po’ di tempo, vi racconto nuovamente un film. Mi ha divertito molto, anche se non amo questo genere di prodotto, che fa sembrare meravigliosi individui, in realtà, sgradevoli e disonesti.

La trama in breve

Una storia vera quella del pilota Barry Seal. Dapprima dipendente TWA, poi in incognito per la  CIA, arruolato per fotografare i nemici degli Stati Uniti.  Abile a barcamenarsi tra guerriglieri, trafficanti e squali assetati di potere.
Barry Seal gioca con il fuoco, anzi entra ed esce incolume dalle fiamme.

Come l’ho visto io

Un faccendiere e un opportunista, seppure sia stato un eccezionale pilota, è qui descritto quasi come un eroe. Tra CIA, Pablo Escobar e DEA difficile trovare il migliore. Tristemente vero, l’uomo non guarda in faccia a nulla per il potere e i soldi e alla fine entra in un meccanismo perverso. Tom Cruise è, in ogni caso, fenomenale, con il suo carisma da vita ad un personaggio straordinario e divertente e anima tutta la trama. Un unico aspetto positivo del protagonista, a cui è ispirato il film, è che ci “ha messo la faccia”, si è messo in gioco in prima persona e ha pagato, presto, per le sue colpe. I veri delinquenti, protetti dalle ali di mamma-stato, operano, invece, indisturbati.

E voi lo avete visto?

Se vi va, attendo i vostri commenti.
Un abbraccio,

lina

ANNO: 2017
REGIA: Doug Liman
ATTORI: Tom Cruise, Domhnall Gleeson, Jesse Plemons, Lola Kirke, Sarah Wright, Jayma Mays, Connor Trinneer, Caleb Landry Jones, Benito Martinez, April Billingsley, Jed Rees,
PAESE: USA
DURATA: 115 Min
DISTRIBUZIONE: Universal Pictures