Seven sisters ⭐️⭐️⭐️⭐️

Ano 2073. La terra è sovrappopolata  e le risorse non sono sufficienti per tutti. L’uomo è quindi destinato a scomparire. Ma, il governo, che ha il suo più influente rappresentante nella dottoressa Cayman,  ha trovato la soluzione: la legge del figlio unico.
Tutti i fratelli sono strappati con la forza alle famiglie e crio congelati, in attesa che si trovi il sistema per risolvere l’emergenza. Nessuno può immaginare che, all’ineccepibile e severo sistema di controllo, siano sfuggite sette sorelle gemelle. Sono sopravvissute, grazie alla genialità del loro unico parente in vita, il nonno e i loro nomi, corrispondenti ai giorni della settimana, indicano anche il giorno in cui possono uscire.

Mi piace perché

Il film racconta un futuro distopico e non così lontano dalla realtà. Si può vedere in due modi: come puro divertimento, azione, colpi di scena e  misteri che non mancano. Oppure in chiave più riflessiva, specchio di un’esistenza sempre più manovrata e controllata, dove a farne le spese sono sempre i più deboli. Straordinaria la protagonista, si fa in sette. Ogni sorella è completamente diversa dall’altra e Noomi Rapace riesce a interpretarle tutte, con eccezionali capacità. Le caratteristiche personali sono in alcuni casi esasperare, ma il risultato è ottimo. Consigliato! Originale, nuovo. Buona visione!

Regia:Tommy Witkola

Attori principali: Noomi Rapace, Williem Dafoe, Glenn Close, Robert Wagner, Marwan Kenzari

Anno: 2017

Paese: Gran Bretagna

Durata: 124 minuti

Distribuzione: Koch Media

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La torre nera ⭐️⭐️⭐️

Un grande Matthew McConaughey, sempre diverso, interpreta un uomo nero di ghiaccio.

La torre nera si erge fiera a proteggere i mondi. Il “tocco”  di un bambino puro può essergli fatale. Per distruggerla alcune creature rapiscono i bambini più dotati. Jake è un ragazzo speciale, sensitivo, incompreso, disegna i suoi sogni, un uomo nero, una torre, un pistolero. È solo, nessuno gli crede.

Come l’ho visto io

Il film si ispira alla saga scritta da Stephen King “La torre nera”,  che si svolge attraverso otto libri, dei quali ho letto la chiamata dei tre, ma di cui non ricordo nulla, ahimè! Il fantasy e i libri in serie non sono tra i miei generi preferiti, tuttavia,  vale sempre la pena allargare i propri orizzonti è guardare o leggere  qualcosa di nuovo. Il film è molto piacevole, anche se a mio avviso un pò troppo rapido e risolutivo soprattutto nel secondo tempo. Il viaggio di scoperta dei mondi è ridotto al minimo e c’è azione, tanta la storia ad un certo punto è quasi in secondo piano.  Se nel romanzo il viaggio è predominante, qui è lo scontro finale che prende il sopravvento e ad un certo punto ci fa quasi correre verso la fine.
Gli attori sono bravi, Matthew McCounaghey per primo, un attore che riesce a rinnovarsi ogni volta in modo originale. Visto così non sembra avrà dei sequel, ma chissà le vie del fantastico sono infinite, così come la saga di King. 

Espressivo e convincente Tom Taylor, nella parte del giovane Jake. Un pò confuso il bene, il pistolero, Idris Elba. Un pò vuoti e insulsi i malvagi, con l’eccezione dell’uomo nero, ovviamente.

Da vedere, divertente, tempi veloci, ritmo serrato, bella trama e l’eterna lotta tra il bene e il male.

Titolo: La torre nera
Regia: Nikolaj Arcel
Attori: Matthew Mccounaghey, Idris Elba, Tom Taylor, Katheryn Winnick
Anno: 2017
Durata: 95 minuti

The war – il pianeta delle scimmie ⭐️⭐️⭐️⭐️

Ciao miei cari, eccomi reduce dall’ultimo “pianeta delle scimmie”, un bel film, nello scarso panorama della programmazione cinematografica estiva. Perfetto, per chi ama l’avventura e scenari di “grande respiro”, senza contare la storia coinvolgente in ogni momento.
Cesare,  sono con te! E a voi grazie, se vi va lasciatemi un commento e soprattutto Buona Visione!

La trama

A seguito di alcuni esperimenti, le scimmie sono diventate creature intelligenti, mentre gli uomini sono indeboliti e decimati dall’epidemia del  virus che li ha colpiti. La convivenza tra uomini e scimmie è difficile, soprattutto dopo gli ultimi scontri, di cui Koba è stato il principale fautore, una scimmia segnata indelebilmente da tutte le torture subite, che ha vissuto solo per la vendetta.
Nella foresta una milizia di soldati è alla ricerca del rifugio di Cesare e del suo popolo. Giunti alla trincea che protegge il territorio delle scimmie, si lanciano in un violento attacco, ma alcuni di loro finiscono per essere presi prigionieri. I sopravvissuti si ritrovano al cospetto di Cesare. E’ il primo di una serie di eventi a catena che porta Cesare ad intraprendere un lungo viaggio, accompagnato da un gelido clima invernale, tra pianure, montagne e foreste completamente coperte di bianco, nel totale isolamento.

Come l’ho visto io

Il risultato è un film epico, ben realizzato, spettacolare nelle inquadrature, nei panorami, nella capacità di catturare le emozioni e renderle tangibili.
L’attenzione è catalizzata fino alla fine e seppure, fossi molto stanca e temevo di addormentarmi, l’ho seguito con trepidazione e partecipazione, senza perdere una scena. Cesare è un eccezionale attore, i suoi occhi parlano ed esprimono più di ogni parola. Dolore, tormento e senso di responsabilità si alternano nel suo sguardo sofferto.

L’ipotesi paventata è quella di un futuro in cui l’uomo non è il solo essere che ha potenzialità e intelligenza per governare il mondo, al contrario diventa sempre  più fragile e  vittima di un virus in continua mutazione.
Un film di fantascienza, di genere distopico,  racconta una visione del mondo spaventosa, in cui c’è sempre meno spazio per gli uomini. La continua ricerca e brama che affligge il genere umano  costruisce a poco, a poco un destino apocalittico per l’uomo stesso e le altre creature.
L’unica certezza, nel film, come nella realtà, è che l’unica vera bestia è l’uomo. E le scimmie, nuove portatrici di intelletto, riusciranno a non lasciarsi corrompere da odio, vendetta e  frenesia di potere?

Fortemente suggerito e se non avete visto i precedenti non perdeteli, non stiamo parlando solo di fantascienza, ma di storia, azione, avventura,  progresso e regressione, amore e amicizia, di guerra.

A vederli da fuori, tutto sommato gli uomini sembrano molto più stupidi e soprattutto inespressivi, come uno dei soldati liberato da Cesare, che colpisce per questo sguardo vuoto e vacuo dall’inizio alla fine della pellicola.

Questo  film, come gli altri della serie si ispira al libro “Il pianeta delle scimmie” dello scrittore Pierre Boulle, del 1963 e al successivo film “L’alba del pianeta delle scimmie” del 1968, anzi, ne è un prequel.

“Scimmie, insieme, forti” (quello che hanno dimenticato gli uomini)

ANNO: 2017
REGIA: Matt Reeves
ATTORI: Andy Serkis, Woody Harrelson, Judy Greer, Steve Zahn, Ty Olsson, Aleks Paunovic, Terry Notary, Sara Canning, Max Lloyd-Jones, Karin Konoval, Alessandro Juliani, Amiah Miller, Gabriel Chavarria, Michael Adamthwaite, Timothy Webber
PAESE: USA
DURATA: 143 Min
FORMATO: 2D e 3D
DISTRIBUZIONE: 20th Century Fox

Girato in Lower Mainland, vicino Vancouver

Il libro è edito da Mondadori, se vi va di leggerlo,  potete acquistarlo tramite Amazon,
cliccando sulla copertina del libro accanto

Titolo: Il pianeta delle scimmie
Autore: Pierre Boulle
Editore: Oscar Mondadori
Pagine: 175
Prima edizione: 1963

 

 

Per ultimo il cuore di Margaret Atwood ⭐️⭐️⭐️⭐️

Ciao ragazzi,

sembra che questo sia il mese della lettura, lo ricorda la pubblicità, i molti premi in dirittura di arrivo e l’arrivo del caldo con quella voglia di vacanza e di un bel libro, ed ecco qui un suggerimento per la montagna, sotto il sole o per un viaggio di scoperta:

Per ultimo il cuore. Il senso del libro sta già molto nel titolo. Si narra di una società cinica e senza futuro,  a seguito di una crisi economica apocalittica che abbatte ogni equilibrio. La mia immaginazione nelle prime pagine è andata immediatamente alle atmosfere e agli scenari di Mad Max.

Scritto da Margaret Atwood famosa autrice canadese, nata nel 1939, con moltissime opere al suo attivo, una scrittrice di grande sensibilità attenta all’ambiente e proiettata nel futuro.
In questo suo ultimo romanzo ci trasporta in un Nord America distrutto dalla crisi, dove prospera la criminalità e le strade sono battute da disperati e delinquenti.
Stan e Charmaine, sono una coppia di giovani sposati da non molto, cercano di sopravvivere. Dormono in auto e solo Chairmane riesce saltuariamente a lavorare un po’. Nessuna possibilità di miglioramento in vista, vivono alla giornata. Un giorno, per caso, scoprono che esiste un luogo meraviglioso, dove ricostruire il proprio futuro, godere di pace e sicurezza, lavoro per tutti,  case perfette ad attendere e una convivenza sana con persone oneste che hanno  gli stessi interessi. Il nome di  questo villaggio felice è Positron e Stan e Charmaine decidono di partecipare alle selezioni per essere inseriti nel programma. La realtà prospettata somiglia ad un sogno, ma, una volta aver superato la fase di selezione non sarà possibile tornare indietro. La paura è tanta, ma cos’hanno da perdere in fondo.

Lavorerete con persone che la pensano come voi! Contribuite a risolvere i problemi della nazione – disoccupazione, criminalità – risolvendo i vostri! Date risalto alla posititività!

Come l’ho letto io.

E’ un romanzo di fantascienza, molto vicina a noi. In fondo, cosa ci manca, la crisi economica c’è, (ero bambina quando già se ne parlava e a furia di invocarla ne abbiamo ottenuto una mondiale). Il lavoro non c’è, tranne se siete interessati a prestazioni gratuite, per quelle uno sforzo si può sempre fare. La sicurezza… difficile. Sono a Milano, e qui nonostante tutto c’è un grande impegno, ma la periferia o altre città italiane sono meno fortunate. La salute, più o meno come sopra, in generale i servizi compresi per il cittadino sono sempre minori e aumentano le prestazioni e i farmaci a pagamento. Lo sfruttamento dei poveri, la mercificazione delle persone sono in auge da molto. E la casa sempre meno persone possono permettersela. Il controllo di ogni attività, movimento e spostamento funziona discretamente bene. Le interconnessioni tra criminalità e politica sono cosa nota. Molte vite umane in mano a pochi uomini, per i quali “il denaro giustifica i mezzi” per procurarlo. L’uomo ha sempre meno valore come essere vivente, ma diventa l’ingranaggio necessario per oliare una perfetta macchina per fare soldi, e se la popolazione del posto non è sufficiente o ha studiato troppo, sono riusciti a importare nuovi schiavi, facendo anche finta che arrivano da soli.
Direi che non manca nulla, solo l’oasi di benessere argomento centrale del centro del romanzo. Non conoscevo questa scrittrice e gli altri suoi libri e mi è piaciuta, affronta dei temi forti, che sono, poi, quelli che da sempre ci preoccupano di più salute, giovinezza, bellezza, sesso, lavoro. La trama è molto scorrevole, i toni sono incisivi e per nulla smorzati, ma non stupiscono, la realtà può essere anche peggiore, (per quello che si conosce). Oltre all’argomento sociale e futuristico, c’è una moderna storia d’amore,  Stan e Charmaine, una coppia come tante, in cui la mancanza di soldi porta ad accettare tanti compromessi, una sorta di catena ad anelli concetrici, dalla quale non ci si può affrancare. Non è facile affezionarsi ai personaggi del libro e alla fine si finisce per tenere per il male minore.

Solo “Per ultimo il cuore”.

“Non è meglio  fare una cosa perchè hai deciso tu di farla? E non perchè sei obbligata?” “No, non è meglio.”

Un regalo

Per chi vuole leggere qualcosa di attuale, a chi è piaciuto 1984, o Mondo nuovo o La fattoria degli animali.
Un classico romanzo distopico, una realtà che mai vorremmo, ma che è proprio quella che si va a delineare.

Terapia

Per smettere di inseguire inezie senza valore, e meditare su cuore e cervello. Per non accettare sempre tutto in silenzio, solo perché è la strada più facile. Per trovare conforto quando ci sentiamo tutto contro.

Per non fare finta di niente.

Titolo: Per ultimo il cuore
Autore: Margaret Atwood
Editore: Ponte alle Grazie
Anno: 2016 in Italia
Pagine: 360

Titolo originale: The Heart Goes Last

 

 

Arrival (⭐️⭐️⭐️)

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“Un caffè con gli alieni”

Dodici navi extraterrestri atterranno in contemporanea in dodici punti diversi della terra. La storia è ambientata nel sito creato in Montana, accanto ad una delle navicelle. Nelle indagini è coinvolta la Dott.ssa  Louise Banks una delle maggiori esperte di lingue e comunicazione e il Dottor Ian Donnelly, importante fisico teorico. Il loro compito è riuscire a comprendere il motivo per il quale gli alieni sono arrivati e cosa vogliono. La cooperazione iniziale instaurata tra i diversi stati, non sembra destinata a durare a lungo.

Come l’ho visto io

Premetto che non amo particolarmente la fantascienza, ciò nonostante, Arrival mi è piaciuto. Il ritmo è un po’ lento e spezzato tra passato, presente e futuro. Il dialogo avviene attraverso dei cerchi, che di volta, in volta significano qualcosa di nuovo o riportano gli studi a punto zero. Un percorso difficile e impossibile  verso la conoscenza reciproca, con tutta la  paura e la curiosità, che sono all’origine di ogni scoperta dell’uomo.

Una risposta diversa alla domanda se siamo soli nell’universo
Oltre la fantascienza una trama introspettiva, sentimentale, drammatica. 

Rifaremmo le stesse azioni potendo scegliere

Consigliato

Solo  per chi ama la fantascienza e  i film drammatici. Tempi e  ritmo dilatati, ma la durata è breve.

DATA USCITA: 19 gennaio 2017
GENERE: Fantascienza
ANNO: 2016
REGIA: Denis Villeneuve
ATTORI: Amy Adams, Jeremy Renner, Forest Whitaker, Michael Stuhlbarg, Tzi Ma, Mark O’Brien
DISTRIBUZIONE: Warner Bros.
PAESE: USA
DURATA: 116 Min