Patria di Fernando Aramburu ⭐️⭐️⭐️⭐️1/2

“Mi sono resa conto di una cosa. Ci sforziamo di dare un senso, una forma, un ordine alla vita, e  alla fine la vita fa di noi quello che le va.”

Bittori e Mirren sono così amiche. Fino al tragico giorno in cui l’ETA uccide Taxto, il marito di Bittori. Mirren ha un figlio, quello più amato,  Joxe Mari  che è un terrorista dell’ETA. Da lì a poco, Joxe Mari  viene arrestato. Le  due donne diventano due estranee. Bittori con i suoi due figli, anche se vittima, viene isolata da tutto il paese. Al punto che, il parroco stesso la invita ad andarsene per non turbare la quiete pubblica.

Assurdo come le vittime spesso diventino fastidiose, difficili da tollerare.  Il terrorismo, fanatismo, estremismo, in quasiasi modo lo si voglia chiamare, uccide e distrugge soprattutto attraverso le mani dei deboli, dei più ignoranti, o poveri. Il male dispone di una grande carta nel suo mazzo e cioè che l’uomo è manovrabile, corruttibile e, quindi, la partita diventa facile. Un romanzo lacerante che racconta la storia di due famiglie, prima, dopo, durante, anche se non sempre in quest’ordine. Le due famiglie così unite un tempo, dalla morte di Taxto, si dividono, si evitano. Ognuno di loro resta “marchiato” e  si carica sulle spalle la sua parte di disgrazia e pena.  Mirren con il suo rancore e il suo figlio prediletto in carcere. Bittori malata, senza più la sua casa, il suo paese. Arantxa, così diversa da tutti, così più saggia, è colpita da un ictus, dopo il quale non potrà più parlare e muoversi. Nerea,  dietro la sua frenesia senza sosta, i suoi amori sbagliato, si nasconde e non riesce a parlare del suo dolore con nessuno. Xabier, il medico che non sorride e che non riesce ad avere una sua vita. Gorka, il fratello intellettuale così diverso e introverso. Joxian, l’amico, il padre, non riesce più a parlare senza mettersi a piangere e Joxe Mari, in prigione, per cosa poi, non lo sa più.

“Ti chiedi : ne è valsa la pena? E per tutta risposta uno si ritrova con il silenzio di questi muri, la faccia sempre più vecchia allo specchio…”

Non ci sono vincitori, non ci sono vinti. Tutti perdono e da quel momento le loro vite resteranno per sempre incomplete.

Una trama convincente, intensa e coinvolgente che con un lessico semplice e immediato permette di arrivare a pagina 630, senza neanche ci si accorga. Vincitore Premio Strega europeo 2018. Consigliato.

“Credi che mio fratello sia felice?”
“Io direi di sì”
“Allora basta.  Non pensiamoci più”

Titolo: Patria
Autore: Fernando Aramburu
Pagine: 640
Editore: Guanda
Collana: Narratori della Fenice
Anno edizione: 2017
Traduttore: B. Arpaia

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