Le cose che non ho di Grégoire Delacourt ⭐️⭐️⭐️⭐️

Il dipinto è di Lorenzo Teruzzi, mio suocero, che purtroppo ho incontrato solo poche volte, quando già non stava bene. È un quadro che non gli piaceva, al punto che voleva buttarlo, ma a me piace, come tutte le sue incredibili opere. Ne amo i colori e il tema, il tempo e l’uomo che cerca di fermarlo, potrei essere tranquillamente io.

Il libro è Le cose che non ho di Grégoire Delacourt. Un romanzo piccolo, delicato e piacevole, che narra la quotidianità di una vita semplice, quella di Jo. Per una volta mi piacerebbe riuscire a trasmettervi il piacere che ho provato leggendolo. Forse, potrei dirvi che è stato ai primi posti nelle classifiche francesi per moltissimo tempo, oppure che è scritto da uno dei maggiori pubblicitari francesi che sa usare parole e argomenti che toccano l’immaginario collettivo. Infine, sará presto un film e quindi leggetelo prima, io lo preferisco.

“E’ solo nei libri che può cambiare la vita. Solo lì si può cancellare tutto con un tratto di penna. Fare sparire il peso delle cose. Cancellare le cattiverie meschine e alla fine di una frase, ritrovarsi all’improvviso alla fine del mondo.”

L’esistenza di Jo scorre sui binari di una rilassante mediocrità, ma lei è felice così e per nulla al mondo vuole turbare la parvenza idilliaca di serenità del suo piccolo vissuto.

“Amavo il modo in cui le cose mediocri si erano per noi trasformare in cose belle.”

Vive a Arras, un piccolo paese, dove tutti sanno più o meno tutto di tutti, ha una merceria e un blog di successo, due figli lontani e un marito che si accontenta, come lei, ha 47 anni e un papà con una memoria che si perde ogni sei minuti.

Ti racconterò delle nostre partite di Monopoli, ti dirò che tu imbrogliavi per lasciarmi vincere e ti confesserò che una volta mi hai detto che ero bella, che ti ho creduto e che mi sono messa a piangere. Sì, alle volte sorrido, la sera.”

Improvviso, come un fulmine a ciel sereno, un evento nuovo sconvolge la sua tranquillità. Qualcuno potrebbe pensare che il destino le stia schiacciando l’occhiolino, per Jo non è così. Ha troppa paura, invece, che il suo piccolo mondo di cristallo possa infrangersi e continua a posticipare una decisione che non la fa riposare. Finché il caso, diciamo così, decide per lei.

Un libro che intenerisce e fa arrabbiare, emozionare e pensare o più semplicemente da gustare per la bellezza delle parole e la profondità dei pensieri. Jo e le sue liste di desideri minimi e piccoli bisogni, il suo amore idealizzato per un uomo che sogna altro, il suo buon cuore e il terrore di cambiare.

“Penso ai cicli di sei minuti. All  futilità delle cose. A ciò che il denaro non può aggiustare.”

Avrà ragione lei? Io non sono d’accordo. È vero che non si può comprare la felicità, ma forse un po’ di tempo in più per se stessi e per chi si ama, sì. E vi pare poco? Per quanto mi riguarda, quindi, questa è “la cosa che non ho”: il tempo. Passando in media quattordici ore fuori casa, tra viaggio e lavoro, il resto che rimane è poco. Cosa ne dite? Vi auguro una giornata meravigliosa! E poi è già venerdì! Ciao!

“So che non si viziano mai abbastanza i propri genitori e quando ce ne si accorge è ormai troppo tardi.”

Titolo: Le cose che non ho
Autore: Grégoire Delacourt
Traduzione di: Riccardo Fedriga
Pagine: 142
Anno: 2012
Editore: Salani
Titolo originale: La liste de mes envies

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Festa di famiglia di Sveva Casati Modignani⭐️⭐️⭐️1/2

Un libro per le donne, ma nulla vieta di leggerlo anche agli uomini. Quattro amiche. Quattro donne e un legame intenso e speciale che le unisce e le rende forti. Sono donne realizzate, che stanno bene socialmente e finanziariamente, che si possono permettere molti agi e libertà, come ad esempio quella di cenare in un rinomato ristorante, in via Novelli a Milano, una volta al mese, di stare insieme, di godersi un trattamento speciale e di viziarsi un po’, senza sensi di colpa. Le tematiche sono tipiche e note, ruotano intorno all’amore, agli affetti, a gelosie e solitudini. Tuttavia, lo spaccato raccontato dall’autrice riguarda, come spesso capita nei suoi romanzi, persone benestanti, lontane dalle ansie e dalle paure di chi ha poco e rincorre ogni giorno briciole di serenità. Per questo motivo, almeno per quanto mi riguarda, si tratta di una lettura gradevole e leggera, che pone in risalto un mondo patinato a cui non credo completamente. In ogni caso, la lettura è toccante e emozionante soprattutto quando parla del rapporto madre e figlia, lo stile è piacevole e fresco. La famiglia, l’amore sono note che se sapientemente suonate, fanno subito scattare le lacrime, come nel mio caso. Peranto, se desiderate solo rilassarvi, senza troppe pretese, nella Milano degli affari, si svolge questa breve storia di amicizie sincere di anime affini, seppur con caratteri opposti, amiche sempre presenti nel momento del bisogno. Ciò che tutti sognano e che difficilmente incontrano. Una fiaba ambientata ai nostri giorni. Buona vita!

Titolo: Festa di famiglia
Autore: Sveva Casati Modignani
Editore: Sperling & Kupfer
Anno: 2017
Pagine: 185

L’animale femmina di Emanuela Canepa ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

Ciao ragazzi, ho appena terminato il romanzo “L’animale femmina” di Emanuela Canepa. Un titolo che colpisce, che si apre a significati diversi, ma che acquisterà senso man mano che si prosegue con la lettura. E’ un libro molto bello da leggere, del quale vorrei poter ricordare ogni parola, ogni frase ,ogni passaggio. Una trama intimistica in cui la protagonista Rosita Mulè si racconta in prima persona, riportando un interessante estratto del pensiero femminile. Le sue disavventure diventano le nostre e nei suoi pensieri è facile riconoscersi è immedesimarsi. Rosita non vive, sopravvive, cercando disperatamente la sua strada, tra l’altro, quella che si è scelta è difficile, Medicina. Ha ventisei anni, vive sola con delle coinquiline che non può permettersi di frequentare, sempre in bilico tra la mancanza di soldi e di tempo. Come se non bastasse, il suo percorso è reso più impervio da una serie di relazioni tossiche in cui è invischiata. La madre, una donna senza passioni, dalla quale Rosita è fuggita, non le dà tregua, servendosi della sua abilità nel risvegliare sensi di colpa nel prossimo, la tiene ancorata.

“Non ho mai capito come a resistere, insensibile a qualsiasi impulso esterno.”

Frequenta un uomo sposato, misero e senza carattere, appare e scompare all’improvviso e passano giorni, settimane, mesi, senza un messaggio, senza un saluto.

“Mi fermo per poterlo osservare a distanza senza che lui se ne accorga. Per quello che mi dà, per il tempo ridotto che passiamo insieme, potrei scaricarlo ora e non cambierebbe nulla. C’è quando c’è, e la maggior parte del tempo sparisce. Ha una moglie gelosa, un lavoro opprimente, una casa fuori città, svariati cani, e tutti pretendono la sua attenzione. Io invece non pretendo niente, non so se per generosità o per impotenza.”

Fino al giorno in cui una circostanza fortuita le fa incontrare Ludovico Lepore, un avvocato anziano e ricco, sembrerebbe un mecenate, un benefattore. L’uomo invece è solo incuriosito dalla personalità di Rosita e le offre un lavoro decente. Rosita è fiduciosa, può riprendere gli studi e guadagnare quanto basta a garantirle quello di cui ha bisogno. Ogni medaglia ha purtroppo il suo rovescio, ma, Rosita imparerà a conoscere la sua forza e la sua determinazione, grazie proprio a questa esperienza.

“Ma Ludovico Lepore non parla di sé con nessuno da tanti anni, e nel silenzio il suo delirio trova lo spazio per crescere.”

La scrittura di Emanuela Canepa è intensa, senza vuoti, emozionante. L’arte di manipolare il prossimo è il fulcro della narrazione, l’essere umano quanto può o è disposto a tollerare. Chiedetelo a Rosita. Un romanzo che scandaglia in profondità l’animo umano, ne analizza i ragionamenti, i convincimenti, i comportamenti, da voce ai sentimenti.

Un libro da tenere, leggere e rileggere.

Vincitore meritato del Premio Calvino 2017, è un libro splendido e positivo, oltre che piacevole, e può rappresentare proprio quello stimolo che stavamo cercando o quel raggio di sole che a volte manca ad arrivare.

“Tutto si aggiusta. Mi pare cosa buona ripeterlo tra me e me. Tutto si aggiusta.”

Titolo: L’animale femmina
Autore: Emanuela Canepa
Pagine: 256
Editore: Einaudi
Anno: 2018

Io viaggio da sola di Maria Perosino ⭐️⭐️⭐️1/2

Ciao! Ho iniziato a leggere questo libro con grande entusiasmo, pensando fosse il romanzo dal quale è tratto il film Viaggio da sola, ma non è così. Non vi nascondo che un po’ sono rimasta delusa. Questo libro non è un romanzo, non racconta una storia, ma è un manuale rivolto soprattutto a chi viaggia da solo e in particolare alle donne, anche se può essere letto da tutti. Riporta una serie di episodi non collegati, è ricco di citazioni suggestive, molte me le sono appuntate, consigli utili, esperienze dirette dell’autrice, qualche passaggio umoristico.

“Viaggiare da sole è stranamente bello, ma bisogna un po’ imparare a farlo. Viaggiare da sole, me ne sono accorta rileggendo la mia vita a ritroso significa non tanto, o non solo, imparare a convivere con la solitudine è a cavarsela in occasioni non sempre prevedibili. Significa soprattutto imparare a fare amicizia con i luoghi in cui capita di trovarsi, per scelta, per lavoro, per fuga… E con quello che questi luoghi si tengono dentro.”

Non è il mio genere e in alcuni punti non mi è piaciuto. Le prime pagine hanno subito calamitato la mia attenzione, ma poi, a poco, a poco, questa si è persa. A mio avviso, manca la trama e c’è poco pathos. La voce narrante sembra avere un passato sofferto, al quale dedica pochi accenni, inoltre, nessun luogo o viaggio viene condiviso, solo qualche dettaglio.

“Ora so che in verità quello che stavo facendo era comporre una nuova geografia degli affetti.”

Alla fine ciò che resta è una lista di suggerimenti e di momenti, ben scritta, ma che non coinvolge.

Viaggiare da sola mi piace e ho sempre cercato di trasmettere anche a mia figlia la capacità di prendere e partire, su questo sono molto d’accordo con l’autrice. Viaggiare da soli è un’arte che si affina con il tempo. Il viaggio è una potente medicina che migliora l’umore, favorisce la meditazione, allena il corpo e apre la mente. Quindi, vi auguro tanti bei viaggi, ragazzi!

Come scrive l’autrice:

“Fare amicizia con il mondo è la via più breve per spiazzare la propria solitudine”

Titolo: Io viaggio da sola
Autore: Maria Perosino
Pagine : 144
Anno: 2012
Editore: Vallardi

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La vendetta del perdono di Eric-Emmanuel Schmitt⭐️⭐️⭐️⭐️1/2

La vendetta del perdono di Eric-Emmanuel Schmitt Quattro racconti incentrati sul tema del perdono. Il primo narra di due gemelle identiche solo nell’aspetto.

“Arrivata a casa, si appoggiò al muro e scoppiò in lacrime esasperata, sconvolta, incapace di capire se fosse insopportabilmente infelice o profondamente felice.”

L’amore tra un giovane benestante è una ragazza bellissima con il cuore e la testa di una bambina e il tema principale della seconda storia.

“Civilizzati come una tisana: un pizzico di sentimento affogato nell’acqua calda. Una cosa tiepida, scialba.”

E poi, il racconto che da il titolo al libro, o viceversa, tratta un tema doloroso, può una madre perdonare?

“Il felino guardò da un’altra parte. Paura, lui? Certo che gli esseri umani avevano teorie davvero umilianti!”

Per finire, disegnami un aereo, un anziano aviatore nazista incontra una bambina che gli mostra la bellezza della semplicità e come tornare ad amare la vita. Ogni vicenda mi è piaciuta molto, sono tutti inaspettati, diversi, narrati con uno stile fluido e accattivante. Il mio preferito è proprio “la vendetta del perdono”. Modi di guardare alla vita e al perdono attraverso punti di vista differenti. Può il perdono diventare una vendetta? Questo sta a voi scoprirlo e vi assicuro che ne vale la pena.
Lasciatevi coinvolgere ed emozionare.

Titolo: La vendetta del perdono
Autore: Eric Emmanuel Schmitt
Editore: Edizioni E/O
Pagine: 249
Anno: 2018

Accendimi di Marco Presta ⭐️⭐️⭐️⭐️

Buona serata ragazzi, avete anche voi delle cose a cui siete legati? Per quanto mi riguarda, non amo circondarmi di oggetti e ammiro chi riesce a vivere con poca zavorra. Purtroppo, a me riesce sempre più difficile. C’è qualcosa però alla quale in assoluto non rinuncio, ed è  la radio.  E voi?  Per iniziare, se vi va, potete ascoltare Caterina e quello che la radio significa per lei. Buona lettura, miei cari!

Il binomio dolci e amore è perfetto, quasi sempre, tranne  per Caterina. La donna che realizza torte e pasticcini  sublimi a cui si dovrebbe vietare la circolazione, vive prigioniera in una scialba e triste relazione, che si è andata via, via sempre più spegnendo.

Caterina fa il lavoro dei suoi sogni, è già questa è un’immensa fortuna, non ha problemi di salute ed è padrona di se stessa  nella sua piccola deliziosa pasticceria, due collaboratrici affezionate e sincere  e creazioni uniche, straordinarie per gusto e bellezza.

“Faceva un mestiere che le piaceva, era in buona salute, aveva un uomo che si prendeva cura di lei. Peggio di così non poteva andare”

La vita amorosa non va di pari passo, ahimè. A quasi quarant’anni convive con Gianfranco un funzionario di polizia, noioso e pieno di sé,  apoteosi della noia e totale assenza di passione. Il rapporto procede passivamente  e la giovane donna continua la sua esistenza sopportando e ingoiando rospi. A completare l’idilliaco quadretto sono in arrivo rogne grandi quanto una casa. Finchè  un giorno la radio le parla.

Una commedia scanzonata e allegra, che incuriosisce e regala massime sulle quali riflettere, destinata soprattutto ad un pubblico femminile, ma, secondo me, adatta a tutti.

“Ci sono circostanze in cui ci sembra che rimanere completamente immobili ci aiuterà a non essere notati dalla sfortuna. Qualche volta funziona.”

La trama è molto piacevole ed è ben curata, un bel romanzo, quindi, anche dal punto di vista estetico e del lessico. L’autore, Marco Presta, è bravo a entrare nella mente femminile, carpendone desideri e pensieri e  crea una storia fresca e ricca di brio, che dà ampio spazio a riflessioni.  Molte volte la quotidianità assorbe e consuma la vita delle persone, trasformandola in un elettrocardiogramma piatto.

Gli ingredienti ci sono tutti, ma il risultato finale quale sarà? Questo sarà Caterina a raccontarlo, con la spontaneità e fiducia nel prossimo, che la contraddistingue e con la sua vita ingarbugliata, che assomiglia molto alla nostra.

Dulcis in fundo,  il romanzo ha una copertina che mi piace molto (foto di Lubitz+Dorner/Plainpicture)

“Era sincera, perché gli animi gentili riescono a gioire della fortuna altrui, anche se la loro è stata appena centrata da un meteorite.”

E adesso che aspetti? Accendimi !

Marco Presta è un importante autore e coduttore radiofonico.  Famosissimo il suo programma “Il ruggito del coniglio” su Radio2, con Antonello Dose.
Altri libri:

  • Il paradosso terrestre
  • Un calcio in bocca fa miracoli
  • Il piantagrane
  • L’allegria degli angoli

Titolo: Accendimi
Autore: Marco Presta
Pagine: 238
Editore: Einaudi
Anno: 217

Luisito di Susanna Tamaro ⭐️⭐️⭐️⭐️

La solitudine è un male senza fine.

Susanna Tamaro ci  regala un piccolo delizioso romanzo. Un’occasione per riflettere e cambiare.

Anselma è una donna anziana sola, ha dei figli ma il rapporto è distaccato e manca di attenzione, come se non vedessero l’ora di liberarsi di lei.
E’ estate, il periodo dell’anno in cui la sensazione di solitudine può raggiungere l’apice, soprattutto nelle città che si svuotano. Un giorno rincasando la donna sente un rumore in un cassonetto, incuriosita scopre che si tratta di un bellissimo pappagallo (un Amazzone), ridotto male. Lo porta a casa e se ne prende cura. In breve quell’esserino, forte e delicato nello stesso tempo, si ritaglia un posto nel cuore della donna. Lo chiama Luisito.

“La finzione dei sentimenti l’aveva lentamente espropriata della sua vita. Per tanti anni aveva vissuto come una creatura dei film dell’orrore: viva fuori e morta dentro. Poi era arrivato Luisito.”

Una storia semplice e commovente, che affronta temi importanti, la condizione di molti anziani, la loro solitudine, una vita moderna che lascia poco spazio a figli e parenti, per occuparsi di chi tanto li ama, schiavi di un sistema basato sul profitto, non ci si rende conto della perdita di un legame fondamentale e delle persone intorno a noi. Anselma è una donna che non è mai stata felice, a partire dai primi mesi dopo il matrimonio, rinuncia a vivere. La tenerezza di un amore puro, come solo gli animali sanno donare le dà una gioia nuova e restitusce significato alla sua esistenza.

“Sì, l’animale era qualcuno che possedeva l’anima. Non era altrettanto certa che si potesse dire la stessa cosa della maggior parte degli esseri umani.”

Una fiaba delicata e amara, adatta a  tutti. Un invito alla riflessione e ad avere più cura delle persone. Lettura fortemente consigliata

“- ecco, sei proprio un piccolo pezzo di arcobaleno, la tua allegria ha scacciato la tristezza dai miei giorni”.

Titolo: Luisito
Autore: Susanna Tamaro
Pagine: 100
Anno: 2008
Editore: Rizzoli