I segreti di Wind River ⭐️⭐️⭐️⭐️

Wyoming, Wind River, Cory è un cacciatore di animali predatori, capace di resistere per ore e mimetizzarsi nell’ambiente glaciale e selvaggio di Wind River. Durante la caccia, ad una famiglia di puma, trova il cadavere di una giovane, che riconosce immediatamente nella figlia del suo più caro amico. Sul luogo arriva la polizia tribale e l’FBI, ma Cory è l’unico in grado di trovare i colpevoli, così inizia la sua caccia personale al peggior predatore in natura, l’uomo.

Film di grande intensità ispirato a fatti, purtroppo, veri. È incredibile, ma non esiste una statistica sulle donne indiane che scompaiono ogni anno, come viene indicato nel corso della visione. In una terra immensa e solitaria,  l’uomo è solo, in balia dell’ambiente, come unica difesa ha la sua forza e il coraggio. Chi vive lì impara a sopravvivere, è un guerriero. Cory sa come trovare nella natura un alleato, ma deve combattere anche contro i suoi fantasmi. La ricerca dei colpevoli diventa una ragione di vita per Cory, non solo perchè si tratta di una ragazza che ha visto crescere, ma è anche la migliore amica di sua figlia, anche lei scomparsa in circostanze misteriose. I boschi, la neve, il silenzio sono suoi alleati e insieme a lui, per una volta, forse, possono sovvertire l’ordine nefasto delle cose create dall’uomo. Il film scorre lento e inesorabile verso la fine, una storia dolorosa che sembra ogni protagonista si porti cucita sulle pelle come un marchio, del quale non ci si può liberare. Intensi e straordinari gli attori.

A me è piaciuto molto, considerate, però che l’azione è rallentata dal gelo e dagli spazi immensi, sembra di essere in un’altra dimensione. Un thriller reale che mostra quanto sia piccolo l’essere umano.

GENERE: Azione, Thriller
ANNO: 2017 (in Italia 2018)
REGIA: Taylor Sheridan
ATTORI: Jeremy Renner, Elizabeth Olsen, Jon Bernthal, Kelsey Asbille, Julia Jones, Norman Lehnert, Martin Sensmeier, Gil Birmingham, Graham Greene, Ian Bohen, Eric Lange, Hugh Dillon, Tantoo Cardinal
PAESE: Gran Bretagna, Canada, USA
DURATA: 111 Min
DISTRIBUZIONE: Eagle Pictures, Leone Film Group

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La forma dell’acqua ⭐️⭐️⭐️⭐️1/2

Bonsoir, comment ça va?

Eccomi reduce dalla “pellicola” vincitrice di quattro Oscar, tra cui, niente di meno, miglior film.

La storia, per me, è inaspettata  e mi ha colpito sia per la delicatezza, pur con qualche scena cruda, sia per la sensazione generale di sogno.  Del regista Guillermo del Toro, ho visto poco, putroppo, solo Hell Boy,  e a questo punto sono curiosa di vedere qualcos’altro.

Si tratta di una favola per grandi, con molti significati per chi vuole leggerli. E’ ambientata negli anni della guerra fredda tra Stati Uniti e Russia, circa la fine degli anni ’40.  La visione, però, può anche essere gustata solo perché  incanta con le sue atmosfere oniriche e surreali, oppure per la colonna sonora, dedicata ai musical degli anni ’30 e ’40, che trasporta indietro nel tempo. I protagonisti  Elisa  e il suo vicino Giles adorano vedere e ripetere i passi di ogni coreografia di questi vecchi musical, che guardano e riguardano, su una televisione antidiluviana; una passione che li unisce, due anime gentili e sole, che si sono incontrate e sono legate da un profondo e puro sentimento di amicizia.

Elisa, lavora per un’impresa di pulizie, all’interno di un importante centro di ricerche, dove ha un’altra amica, la collega Zelda, che le è sempre vicina e si prende cura di questa giovane, solo in apparenza fragile. In realtà, Elisa non si cura dei giudizi degli altri o di dire quello che pensa, ha un handicap che quasi sembra renderla più forte e non ha paura, neanche, quando alla base arriva una creatura diversa, temuta da tutti.  “Se non facciamo, non siamo” dirà incitando all’azione il suo amico Giles. L’uomo marino, proviene dalla foresta amazzonica ed è stato catturato per studi e esperimenti crudeli. Elisa è l’unica che riesce a stabilire un contatto e una comunicazione.  Le parole non servono, alle due anime bastano lo sguardo e i gesti per far cadere ogni barriera.

Una storia in cui si parla di solitudine, di diversità, di amore, di sacrificio e di ignoranza e di come empatia e gentilezza rendano l’uomo un essere migliore.

Il regista mantiene un registro poetico e fiabesco, pur alternato a immagini forti e dolorose e dipinge in modo magistrale meraviglie e contraddizioni di un’epoca. E’ una storia che mette in luce il coraggio delle persone semplici, modeste, mentre, critica arroganza e potere.

Le persone civili non fanno rumore, si muovono con delicatezza e cambiano il mondo, in meglio. Le persone superbe urlano, usano la violenza, per prevaricare, distruggere; sono vigliacche.

E per finire c’è un ultimo tema in evidenza,  la tenerezza di un amore puro che fa sognare, perché il bene non vede differenze, unisce e fa sperare che ci possa essere ancora un futuro.

“Quando mi guarda, lui non vede quello che mi manca o quanto io sia incompleta. Lui mi vede per quel che sono.”

Questi sono i motivi che secondo me hanno fatto si che vincesse l’oscar come “Miglior film 2018”, infatti, pur con i suoi personaggi strani e emarginati, fa innamorare e sognare che tutto sia possibile, per ognuno. E che il mondo non sia del più forte, neanche del più furbo, ma del più gentile.

“Incapace di percepire la forma di Te, ti trovo tutto intorno a me. La tua presenza mi riempie gli occhi del tuo amore, umilia il mio cuore, perché tu sei ovunque.”

Anno: 2017
Regia: Guillermo del Toro
Attori Sally Hawkins, Octavia Spencer, Michael Shannon, Richard Jenkins, Doug Jones, Michael Stuhlbarg, David Hewlett, Nigel Bennett, Nick Searcy, Martin Roach, Lauren Lee Smith, Allegra Fulton, John Kapelos, Morgan Kelly, Marvin Kaye, Wendy Lyon
Paese: USA
Durata: 123 Min
Distribuzione: 20th Century Fox

L’uomo sul treno ⭐️⭐️⭐️⭐️1/2

Finalmente, sono riuscita a vedere L’uomo sul treno e mi  è piaciuto moltissimo!
Genere thriller, con un Liam Neeson un pò meno giovane, ma intenso e carismatico anche nei panni di un prevedibile assicuratore, che fa il pendolare 😊. La trama del film è incentrata su lui e sul treno, ovviamente.

Il titolo originale è “The Commuter”, il pendolare, probabilmente chi ha tradotto il titolo, lo ha trovato un pò troppo minimalista e ha preferito “L’uomo sul treno”, che a me non piace; considerando, che abbiamo appena visto “La ragazza del treno”. Comunque il film non ha nulla in comune con quest’ultimo.

Michael McCauley, ovvero Liam Neeson, viene improvvisamente licenziato dalla compagnia di assicurazioni per la quale lavora da oltre dieci anni. Si sfoga al bar con un suo ex collega poliziotto e amico, Alex Murphy, con cui è stato in pattuglia per oltre sette anni. Poi, riprende, tristemente, la via del ritorno. La perdita del lavoro non era prevista, due mutui, un figlio da mandare al college e la loro situazione bancaria non rosea. Michael non riesce ad immaginare nessun modo per comunicarlo alla moglie e al figlio. Sul solito treno, più affollato di quelli italiani, i soliti visi, più qualcuno nuovo, tra cui una donna, Joanna, che si siede proprio di fronte a lui e incomincia a parlare:

“Che tipo di persona è lei? Se io le chiedessi di fare una cosa piccola, la farebbe?”

Il film inizia con immagini di stazioni e pendolari e si svolge per quasi tutta la durata su un treno. Ritmo e azione senza sosta e durante la visione l’ansia della corsa contro il tempo, non abbandona mai. E’ il genere di film che preferisco, girato a mio avviso bene, riesce in pieno a coinvolgere chi lo guarda. Dialoghi ad effetto, scene di forte impatto, velocità e anche giallo psicologico. Come un puzzle le cui tessere non combaciano. “Non hai un treno da prendere” gli ricorda il suo amico al bar. Dura la vita del pendolare, che non può permettersi neanche un break con gli amici, perchè atteso dai soliti lunghi e monotoni viaggi in treno.

Prendo ogni giorno un treno pendolari e leggo, pensandoci non riconoscerei quasi nessuno. 🤫 E voi?

Da vedere!!!  Sbrigatevi! “Non avete un treno da prendere?”
Destinazione Cold Spring oppure… Alla prossima fermata dovrete decidere: “che tipo di persona siete voi?

Siate pronti. Buona serata. 🚆

Titolo: L’uomo sul treno – The Commuter
Anno: 2018
Regia: Jaume Collet- Serra
Attori: Liam Neeson, Vera Farmiga, Dean-Charles Chapman, Patricl Wilson, Jonathan Banks, Sam Neil, Elizabeth McGovern
Paese: Usa, Gran Bretagna
Durata: 105 minuti
Distribuzione : Eagle Pictures.

Il vegetale

Ciao,

un film simpatico con una meravigliosa e spaventoso, nello stesso tempo, Milano. A me ha fatto ridere e anche pensare, molto. Un pò di amaro in bocca resta.

In breve

Fabio Rovazzi, appena laureato in scienze della comunicazione, è alla ricerca di un lavoro a Milano. Dopo un colloquio con l’intero team direttivo di una importante società di marketing, è assunto per volantinare.
Fabio animato dalla fiducia nel prossimo, una forte dose di abnegazione e certo delle sue qualità, lo ritiene un punto di partenza e si impegna con serietà e onesta nella mansione. Non è l’unica prova alla quale sarà sottoposto, l’iter formativo si preannuncia lungo e tortuoso ed è tutto da gustare.

Mi piace perché

Tema attuale e divertente, un po’ edulcorato rispetto alla realtà che è ben peggiore. In ogni caso, già è qualcosa parlarne. Il lavoro è una delle maggiori incognite anche nella “città delle possibilità e del lavoro” ; una chimera  per i giovani e ancora di più per le persone di mezza età. Il film è divertente, fa ridere e Fabio Rovazzi incanta con la sua spontaneità e ingenuità. Gli argomenti sono diversi, oltre al lavoro, l’immigrazione, l’integrazione e la necessità di sapersi adattare e accontentare, dando vita a nuove forme di famiglia allargata.
Milano è in forma splendida. Ogni inquadratura e  immagine riesce a catturare i suoi lati migliori e  mostra splendidi scorci della metropoli: le zone di recente urbanizzazione, i parchi curati e  anche il traffico intenso e mostruoso, due facce della stessa medaglia. Una città così si può solo amare o odiare, o tutte e due, tante sono le sue contraddizioni. Milano accoglie e nello stesso tempo chiude porte in faccia, sorride con la prospettiva di  un lavoro, una crescita professionale, ma poi, il più delle volte delude, lascia in ginocchio. Come in ogni parte d’Italia in questo secolo,  merito e impegno non contano. Serve solo fortuna o  essere al posto giusto al momento giusto e un grande coraggio di rischiare e osare, che non tutti hanno, perchè non tutti se lo possono permettere.

Per il film è stata scelta una posizione soft, che ha reso lo spettacolo molto godibile. Alla fine la sensazione che rimane è quella di un arco che lancia molte frecce, ma tutte cadono direttamente a terra. Un’occasione persa.

In ogni caso, ve lo consiglio, perchè fa ridere di cuore. Certe volte sulla sfiga non si può far altro che riderci sopra e passare oltre.

Un abbraccio,

Regia: Gennario Nunziante
Attori: Fabio Rovazzi, Luca Zingaretti, Rosy Franzese, Antonino Bruschetta, Paola Calliari
Nazione: Italia
Anno: 2018
Durata: 90 minuti

film girato tra Greccio, Contigliano, Labro e lago Turano

Greccio, Contigliano, Labro, lago del Turano. La nostra provincia è protagonista del film di Fabio Rovazzi che sbarca al cinema giovedì 18 gennaio: è stato presentato stamattina a Roma “Il vegetale“, la nuova commedia scritta e diretta da Gennaro Nunziante (il regista e autore del campione di incassi Checco Zalone). E’ il cantante milanese 24enne dei tormentoni “Andiamo a comandare”, “Tutto molto interessante” e “Volare” (feat Gianni Morandi) il protagonista della pellicola, ambientata in parte nella sua città, Milano, e in parte nel Reatino

Seven sisters ⭐️⭐️⭐️⭐️

Ano 2073. La terra è sovrappopolata  e le risorse non sono sufficienti per tutti. L’uomo è quindi destinato a scomparire. Ma, il governo, che ha il suo più influente rappresentante nella dottoressa Cayman,  ha trovato la soluzione: la legge del figlio unico.
Tutti i fratelli sono strappati con la forza alle famiglie e crio congelati, in attesa che si trovi il sistema per risolvere l’emergenza. Nessuno può immaginare che, all’ineccepibile e severo sistema di controllo, siano sfuggite sette sorelle gemelle. Sono sopravvissute, grazie alla genialità del loro unico parente in vita, il nonno e i loro nomi, corrispondenti ai giorni della settimana, indicano anche il giorno in cui possono uscire.

Mi piace perché

Il film racconta un futuro distopico e non così lontano dalla realtà. Si può vedere in due modi: come puro divertimento, azione, colpi di scena e  misteri che non mancano. Oppure in chiave più riflessiva, specchio di un’esistenza sempre più manovrata e controllata, dove a farne le spese sono sempre i più deboli. Straordinaria la protagonista, si fa in sette. Ogni sorella è completamente diversa dall’altra e Noomi Rapace riesce a interpretarle tutte, con eccezionali capacità. Le caratteristiche personali sono in alcuni casi esasperare, ma il risultato è ottimo. Consigliato! Originale, nuovo. Buona visione!

Regia:Tommy Witkola

Attori principali: Noomi Rapace, Williem Dafoe, Glenn Close, Robert Wagner, Marwan Kenzari

Anno: 2017

Paese: Gran Bretagna

Durata: 124 minuti

Distribuzione: Koch Media

Overdrive ⭐️⭐️⭐️⭐️

Quando i luoghi del film, diventano l’ingrediente principale

Due fratelli alle prese con il furto di una Bugatti, venduta all’asta per 41 milioni. L’auto appartienee all’uomo sbagliato, un pazzo mafioso che gestisce la maggioranza dei traffici a Marsiglia. Non è però l’unico cattivo della storia, c’è anche un tedesco psicopatico, Martin Kemp, e tantissime auto straordinarie. Se non bastasse due affascinanti e atletici giovani e due ragazze bellissime!

Scene spettacolari e panoramiche girate per lo più a Marsiglia, nella zona delle bocche del Rodano e sulle Alpi Marittime. A dire il vero, la prima scena inizia con una veduta panoramica su Monaco e la vendita di una Bugatti del 1937.  I numerosi modelli di auto presenti, nel corso della trama, sono copie curate  nei minimi dettagli, vetture che hanno fatto la storia, il cui valore è stratosferico.

Ritmo rapido e travolgente. La trama, seppure non originale,  è molto divertente e ben realizzata. Mi è piaciuto molto, ma “gioco in casa”:  è il mio genere preferito!

Da vedere soprattutto per le località meravigliose, che non sono contorno, ma vive e fondamentali per l’effetto del film. Immagini suggestive che invitano al viaggio. Vi suggerisco pensare seriamente ad inserire Marsiglia e dintorni  in un itinerario tutto francese, partendo dalla Costa Azzurra.  L’ideale è una bella moto e via tra curve  mozzafiato, gole, calanchi e posti da sogno, ma qualsiasi mezzo va bene e poi all’arrivo vi attende Marsiglia, seducente, energica, multiforme.

Film francese, nato a seguito di una visita degli sceneggiatori in questi luoghi. Un colpo di fulmine. Anche per me!

Titolo_ Overdrive
Regista_Antonio Negret
Sceneggiatori: Michael Brandt e Samuel Danési
Distribuzione: Océan Films (france)
Durata: 96 minuti
Anno:2017
Attori: Scott Eastwood, Freddie Thorp, Ana de Armas, Gaia Weiss, Simon Abkarian, Clemens Schick

The war – il pianeta delle scimmie ⭐️⭐️⭐️⭐️

Ciao miei cari, eccomi reduce dall’ultimo “pianeta delle scimmie”, un bel film, nello scarso panorama della programmazione cinematografica estiva. Perfetto, per chi ama l’avventura e scenari di “grande respiro”, senza contare la storia coinvolgente in ogni momento.
Cesare,  sono con te! E a voi grazie, se vi va lasciatemi un commento e soprattutto Buona Visione!

La trama

A seguito di alcuni esperimenti, le scimmie sono diventate creature intelligenti, mentre gli uomini sono indeboliti e decimati dall’epidemia del  virus che li ha colpiti. La convivenza tra uomini e scimmie è difficile, soprattutto dopo gli ultimi scontri, di cui Koba è stato il principale fautore, una scimmia segnata indelebilmente da tutte le torture subite, che ha vissuto solo per la vendetta.
Nella foresta una milizia di soldati è alla ricerca del rifugio di Cesare e del suo popolo. Giunti alla trincea che protegge il territorio delle scimmie, si lanciano in un violento attacco, ma alcuni di loro finiscono per essere presi prigionieri. I sopravvissuti si ritrovano al cospetto di Cesare. E’ il primo di una serie di eventi a catena che porta Cesare ad intraprendere un lungo viaggio, accompagnato da un gelido clima invernale, tra pianure, montagne e foreste completamente coperte di bianco, nel totale isolamento.

Come l’ho visto io

Il risultato è un film epico, ben realizzato, spettacolare nelle inquadrature, nei panorami, nella capacità di catturare le emozioni e renderle tangibili.
L’attenzione è catalizzata fino alla fine e seppure, fossi molto stanca e temevo di addormentarmi, l’ho seguito con trepidazione e partecipazione, senza perdere una scena. Cesare è un eccezionale attore, i suoi occhi parlano ed esprimono più di ogni parola. Dolore, tormento e senso di responsabilità si alternano nel suo sguardo sofferto.

L’ipotesi paventata è quella di un futuro in cui l’uomo non è il solo essere che ha potenzialità e intelligenza per governare il mondo, al contrario diventa sempre  più fragile e  vittima di un virus in continua mutazione.
Un film di fantascienza, di genere distopico,  racconta una visione del mondo spaventosa, in cui c’è sempre meno spazio per gli uomini. La continua ricerca e brama che affligge il genere umano  costruisce a poco, a poco un destino apocalittico per l’uomo stesso e le altre creature.
L’unica certezza, nel film, come nella realtà, è che l’unica vera bestia è l’uomo. E le scimmie, nuove portatrici di intelletto, riusciranno a non lasciarsi corrompere da odio, vendetta e  frenesia di potere?

Fortemente suggerito e se non avete visto i precedenti non perdeteli, non stiamo parlando solo di fantascienza, ma di storia, azione, avventura,  progresso e regressione, amore e amicizia, di guerra.

A vederli da fuori, tutto sommato gli uomini sembrano molto più stupidi e soprattutto inespressivi, come uno dei soldati liberato da Cesare, che colpisce per questo sguardo vuoto e vacuo dall’inizio alla fine della pellicola.

Questo  film, come gli altri della serie si ispira al libro “Il pianeta delle scimmie” dello scrittore Pierre Boulle, del 1963 e al successivo film “L’alba del pianeta delle scimmie” del 1968, anzi, ne è un prequel.

“Scimmie, insieme, forti” (quello che hanno dimenticato gli uomini)

ANNO: 2017
REGIA: Matt Reeves
ATTORI: Andy Serkis, Woody Harrelson, Judy Greer, Steve Zahn, Ty Olsson, Aleks Paunovic, Terry Notary, Sara Canning, Max Lloyd-Jones, Karin Konoval, Alessandro Juliani, Amiah Miller, Gabriel Chavarria, Michael Adamthwaite, Timothy Webber
PAESE: USA
DURATA: 143 Min
FORMATO: 2D e 3D
DISTRIBUZIONE: 20th Century Fox

Girato in Lower Mainland, vicino Vancouver

Il libro è edito da Mondadori, se vi va di leggerlo,  potete acquistarlo tramite Amazon,
cliccando sulla copertina del libro accanto

Titolo: Il pianeta delle scimmie
Autore: Pierre Boulle
Editore: Oscar Mondadori
Pagine: 175
Prima edizione: 1963