Fate il vostro gioco di Antonio Manzini ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

Ancora nel profondo Nord, dove Rocco Schiavone si scontra con uno dei suoi peggiori nemici, il gioco d’azzardo e dove ritroviamo la sua squadra sgangherata di agenti, Gabriele il suo giovane vicino diventato uno di famiglia, così come Lupa, il suo cane, qualche amico di sempre che sembrava irrimediabilmente perso e qualcuno che invece è andato, vedi Caterina Rispoli.

Un efferato omicidio di un ex dipendente del casinò di Saint-Vincent e una colpevole già acclarata, una donna schiava del gioco. In questura, intanto, avvengono una serie di strani furti e Italo e uno dei suoi migliori agenti è stranamente assente e taciturno. Le indagini si complicano mescolandosi con i rapporti umani e sono d’accordo con il vice questore quando spiega a Gabriele perché lo Stato permetta che tante persone si rovinino con il gioco e così ve lo faccio raccontare da lui:

“Ci guadagnano, Gabriele… Il costo è la vita di alcuni di noi, ma evidentemente gli sembra un danno collaterale più che sopportabile in cambio dei miliardi all’anno che entrano nelle casse.”

Può essere indigesto Rocco Schiavone perchè le cose non le manda mai a dire e sa essere pungente peggio di un porcospino. Disilluso, si circonda di donne e storie dalle quali resta volontariamente assente, partecipe solo fisicamente e finisce per chiamare amore solo il suo cane, Lupa. Un protagonista che porta come un vessillo la sua travolgente “romanità” e che affronta la vita di pancia, perché il cuore l’ha chiuso in un cassetto. Quel cuore, però, proprio non ce la fa a dargli retta e allora si fa sentire prepotente e i risultati sono da leggere tutti d’un fiato, o se preferite, lentamente, come faccio io, perché per me Rocco Schiavone è diventato un compagno di viaggio, che adesso ha le sembianza di Marco Giallini.

Leale, impetuoso, brontolone, una rottura equivalente al nono grado della sua stessa personalissima lista di rotture di palle. Unico, una volta che entra nella vostra vita, non potete più farne a meno.

“Il problema era sempre lo stesso: Rocco Schiavone prendeva i casi troppo sul personale, li faceva diventare delle sfide private, niente a che fare con la giustizia o con la legge.”

Vi consiglio assolutamente la lettura, l’autore Manzini, riesce sempre a superarsi e ad avvincere senza tregua. Le vicende drammatiche si alternano a momenti divertenti e spassosi grazie ai diversi personaggi, come gli agenti Deruta e D’Intino, Michela Gambino e altri. E poi c’è il Rocco-pensiero, quasi una legge, la sua malinconia e le parole nuove che ogni volta semina, lungo le pagine, come piccole perle.

Ed eccone una: Metessi – Nella filosofia di Platone, relazione tra le idee e il mondo sensibile, per cui quest’ultimo partecipa in qualche modo dell’essenza delle prime.

“La vita non avverte, Gabrie’. A volte cammina, a volte passeggia, a volte invece corre. A noi ci tocca andare alla stessa velocità.”

Titolo: Fate il vostro gioco
Autore: Antonio Manzini
Editore: Sellerio
Pagine : 406
Anno: ottobre 2016

Annunci

Uno di famiglia ⭐️⭐️⭐️

Luca è un logopedista, tra i suoi pazienti c’è un giovane, che un giorno sta per essere investito da una grossa auto sotto il suo studio. È naturale per Luca lanciarsi sul ragazza e spostarlo dalla traiettoria dell’auto. Alla scena assiste la zia del ragazzo che in un baleno sequestra il nipote e anche Luca….

Un film leggero e divertente, che fa ridere su un argomento maledetto come la mafia, Ndrangheta in questo caso, trattandosi di una famiglia calabrese.

Una famiglia di cui non ci si può liberare, in cui spiccano i carismatici e unici Nino Frassica e Lucia Ocone. Per Luca, la famiglia è sempre presente, risolvendogli piccole e grandi ingiustizie quotidiane, tutte quelle che le persone gentili e semplici sono spesso costrette a subire. Ma a quale prezzo?

Da vedere…perché la famiglia viene prima di tutto…

L’avversario di Emanuel Carrère ⭐️⭐️⭐️⭐️

“Di norma una bugia serve a nascondere una verità, magari qualcosa di vergognoso, ma reale. La sua non nascondeva nulla.”

L’avversario è il racconto di una tragica e dolorosa storia vera. Uno di quei casi della vita impossibili da spiegare. L’avversario è Jean-Claude Romand, il medico francese che ha ucciso i suoi figli, sua moglie, i suoi genitori. E che non era neanche un medico, per quasi vent’anni è riuscito a spacciarsi come medico e membro dell’OMS, con tutti, la famiglia, gli amici, un’intero paese, vivendo dei risparmi dei suoi genitori, zii, amici, amante che avrebbe dovuto far fruttare in fantomatici investimenti. Non era niente ed è diventato il peggiore degli assassini. Un uomo che leggeva, affabile, colto, ma, incredibilmente vuoto. La vita dei suoi familiari di chiunque ha incrociato la sua strada è stata marginale, senza importanza, rappresentando solo il mezzo o l’ostacolo per sostenere il suo status e la sua menzogna. Una follia senza eguali nella testa di un piccolo ometto insignificante.

“Si chiedevano tutti la stessa cosa: come abbiamo fatto a vivere così a lungo accanto a quest’uomo senza sospettare nulla?”

L’autore Emanuel Carrère, uno dei più famosi scrittori francesi, sceglie di raccontarne la storia. Lo fa nel modo più obiettivo possibile e con sofferenza, entrando nel mondo apparentemente normale di quest’individuo così malato. Molte sono state le critiche che ha ricevuro per aver dato voce ad un personaggio che probabilmente gode di questa popolarità e che ancora oggi resta un enigma impossibile da comprendere anche per gli psicologi che lo seguono. Ogni sua parola suona falsa e tutto sembra sempre costruito, e nonostante tutto, ancora è riuscito a trovare un senso alla sua esistenza e sopravvive bene alla galera.

“Tornava all’assenza, al vuoto, al nulla che per lui non costituiva un incidente di percorso ma l’unica esperienza della sua vita.”

Credo sia profondamente vero quanto scritto anche dall’autore, solo una fede enorme, forse, puo’ aiutare ad accettare e a perdonare. Mi sento di aggiungere solo se non si è coinvolti in prima persona. Lettura drammatica e intesa, una storia maledetta. Follia e male non si possono spiegare.

Titolo: L’avversario
Autore: Emmanuel Carrère
Traduttore: E. Vicari Fabris
Editore: Adelphi – Collana: Fabula
Anno edizione: 2013
Pagine: 169 p.

Facciamo un gioco di Richard Patterson con James O. Born ⭐️⭐️⭐️

Christy sta divorziando da suo marito Brennan, un uomo molto ricco che dopo quattro anni si è stancato di lei. In un attimo, la donna ha dovuto rinunciare al suo stile di vita e alla tenuta favolosa in cui viveva e si trova a fare i conti con un futuro incerto. Una sera conosce un uomo, Marty. Subito, tra i due nasce una complicità speciale. Marty ama il rischio e prende la vita come un continuo gioco. Christy inizia a seguirlo, succube, rimanendo coinvolta in ogni pazzia, sempre più grave. Facciamo un gioco diventa il loro karma che li solleva da ogni responsabilità e pensiero.

Breve romanzo di consumo veloce. Divertente e ben congegnato. È un piccolo meccanismo ad orologeria che accompagna diritti verso il colpo di scena finale. Vi piacciono i thriller, avete delle attese da riempire? Questo libro fa per voi! Buona lettura, fate il vostro gioco!

Un abbraccio,

Titolo: Facciamo un gioco
Autore: James Patterson, James O. Born
Traduttore: S.Mogni
Anno edizione: 2017
Edizioni: Tea Bookshots
Pagine: 160

L’uomo nero e la bicicletta blu di Eraldo Baldini ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

“Fu allora che capii che l’eternità è solo un nostro pensiero, una nostra illusione. L’eternità è una cosa fittizia, una speranza vana e molto, molto breve.”

Ciao, come state?  Torno a salutarvi con un libro di Eraldo Baldini, consigliatissimo!!!
Un autore poco popolare, ma straordinario che mi piace moltissimo. Oggi, vi racconto “L’uomo nero e la bicicletta blu”. Gigi è alla finestra mentre ricorda un anno incredibile, difficile, pieno di emozioni e di sofferenza. Da cui tutto inizia:

“Dunque, era estate e faceva un gran caldo…”

Dieci anni sono pochi per la vita dura e povera della campagna di quegli anni, a cavallo ancora tra gli strascichi del dopoguerra e l’inizio del cosiddetto boom economico. Tuttavia, pur convivendo, con l’assenza di tutto, comfort, agi, gioco, cibo, tempo libero, Gigi è un bimbo pieno di energia ed è  felice. Attraverso le pagine ci prende per mano e ci accompagna in un mondo dove tutti si conoscono e si aiutano e dove i bambini hanno sempre mille idee e giochi da inventare dal nulla e tante responsabilità e ordini da rispettare. Non esiste la privacy, c’è un episodio divertentissimo in cui se ne parla e le persone lavorano senza sosta per mettere in tavola un pasto la sera. Sembra che la miseria sia proporzionale alla benevolenza e disponibilità verso gli altri. Ci si sacrifica, ma per l’ospite c’è sempre qualcosa e questo mi ricorda un po’ mio nonno.

La trama è fresca, spassosa con pagine ricche di aneddoti che narrano un’esistenza semplice e vera che ben trasmette il punto di vista di un bambino. Tra sorrisi e pensieri tristi, il libro si divora e sembra di esserci caduti dentro in questo piccolo paese antico “Bagnago” dove i rapporti sono anche troppo stretti e il rispetto per gli altri è sacro. Ognuno sa tutto di tutti, ma i tanti grandi cuori che battono all’unisono non bastano, purtroppo, a guarire l’ignoranza e la superstizione della massa. Gigi ci narra i suoi sogni e le sue paure, ci presenta suo fratello Enrico, il mitico nonno, Allegra, l’amica del cuore, Francesco, il migliore amico, la Tugnina con le sue fiabe, che terminano sempre con…non ve lo dico. E un uomo nero, che incombe sopra gli incubi dei bambini. In vetrina, una bella bicicletta blu fa mostra di se e sembra aspettare solo lui.

“Tutto era cominciato a dicembre dell’anno prima, quando Cicognani aveva messo nella vetrina del suo negozio quella bici blu con le finiture cromate.”

Il 1963 è un anno lungo e difficile per tutti loro. I bambini saranno costretti a diventare grandi, e gli adulti si accorgeranno che forse era meglio restare un po’ bambini, che serietà e rinuncia alla fine non salvano. Molte drammatiche tragedie vicine e lontane mutano il corso della loro vita e dei loro pensieri per sempre.
Anche dove tutto è noto e sicuro, l’incognito incombe e improvvisamente tutto quello che è certo, non lo è più. Un romanzo storico, di crescita, con intense atmosfere gotico-rurale, soprattutto nell’ultima parte e lo stile incalzante e coinvolgente che caratterizza sempre i libri di questo scrittore. Un romanzo da tenere, che si legge e si vuole assolutamente rileggere. Fatelo anche voi!

“Ciò che non sapevo, invece, era che il dolore, la rabbia e la pena che provavo in quel momento erano niente a confronto di quelle che avrei subito nei giorni a venire. I giorni e i mesi più lunghi e terribili che io ricordi. Quelli in cui smisi davvero di essere bambino, per sempre.”

Titolo: L’uomo nero e la bicicletta blu
Autore: Eraldo Baldini
Editore: Einaudi
Pagine: 200
Anno: 2011

Sempre caro di Marcello Fois ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

Sempre caro è un gioiellino sia per lo stile, sia per i contenuti. Poche pagine, centoundici, che a tinte gialle riprendono un periodo storico, la fine dell’ottocento, complesso è articolato. Ambientato nella provincia di Nuoro, luogo di nascita dell’autore e anche del protagonista Bastianu, che altri non è, come ci viene raccontato nella seconda pagina di copertina, Sebastiano Satta, avvocato e poeta, a torto poco ricordato. Assolutamente da leggere, c’è il piacere di immergersi nella scrittura di Marcello Fois e nel melodioso uso che fa del dialetto, nella bellezza e grandiosità selvaggia e unica della nostra Sardegna, c’è, poi tutta la caparbietà è il cuore dei sardi, in un periodo in cui l’annessione all’Italia era guardata dai più con diffidenza e vissuta male. E soprattutto c’è Bastianu che contro tutto e tutti difende un indifendibile, il giovane Zenoni, scelto come capito espiatorio da una famiglia potente e senza scrupoli. Gustatevi la lettura, a me è stata consigliata dalla mia biblioteca di Colnago, e per questo li ringrazio. Divertente, intenso, ricco di suggestive e poetiche descrizioni dei luoghi, fatte da Bastianu durante le sue lunghe camminate e l’omaggio al Leopardi ….Sempre caro…

E mai come questa volta vi auguro Buona Lettura!

Dimenticavo, la prefazione è di Camilleri e vale “tutta la pena” di perderci quei due minuti per leggerla, prima o dopo a voi la scelta!

Un abbraccio,

Fiori sopra l’inferno di Ilaria Tuti ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

Ciao ragazzi, oggi voglio raccontarvi un libro intrigante e coinvolgente. Ho appena finito di leggere i ringraziamenti e le note finali dell’autrice.

Fiori sopra l’inferno di Ilaria Tuti. È un thriller che tiene col fiato sospeso, ma non lasciatevi ingannare, perché è molto di più. Racchiude tutta l’immensità della montagna, la consistenza e la magia dei posti. La scrittrice ambienta la storia a Travenì, luogo immaginario solo nel nome. In realtà, descrive i luoghi dove è cresciuta e li ritaglia alla perfezione inserendoli nella trama.

“Il mondo non aveva più suoni, se non il crepitio sommesso della neve giovane che si congiungeva a quella scesa.”

La protagonista è Teresa Battaglia, il commissario responsabile delle indagini. Una donna volitiva, intelligente, empatica, che ha imparato a imporsi, a essere sgradevole e autoritaria, l’unico modo di sopravvivere in un mondo di uomini. Teresa combatte con il cuore e la testa ogni tipo di orrore, nascondendo le sue personali e tremende battaglie. Un personaggio di mezza età, con le sue debolezze e la sua energia, con una  storia drammatica e l’impossibilità di condividerla con qualcuno. Estremamente umana.

“Calmò il respiro e si guardò allo specchio: vide una vecchia spaventata. E’ solo un attimo di confusione, disse. Ma era una bugia. Sapeva benissimo che cosa le stava accadendo”

Le attente analisi psicologiche dei comportamenti, gli elementi storici presenti, le dinamiche delle comunità montane, la forza delle persone che resistono a condizioni climatiche avverse e a eventi disastrosi; imparando a difendersi e a trovare la forza per rinascere da soli. Gli uomini e i loro destini beffardi che fanno sì che essi conoscano solo il male e continuino a perpetuarlo. Questo è molto altro è quello che il romanzo racchiude e trasmette.

Lo stile è impeccabile e piacevole, la trama avvince e non dà scampo con un ritmo senza soste che guida diritti alla fine. Straordinaria Ilaria Tuti nel creare una narrazione vincente e carica di tensione emotiva e nel far emergere la seduzione  e il contrasto di un mondo aspro, selvaggio, primordiale e  incantato dove la potenza della natura prevale sull’essere umano.
Mi è piaciuto tutto, incluso l’uso delle parole e il suono che da esse ne proviene e allora.. ve lo consiglio e chissà che qualcuno di voi non mi racconti il suo punto di vista! 🤔😘

La trama molto in breve:

I fatti iniziano con un omicidio atroce che sconvolge la quiete del piccolo paese di Travenì o forse, molti anni prima, nel 1978 in un brefotrofio.

“E a Travenì, Teresa ne era sicura, le notti erano fin troppo silenziose: uno di quei posti in cui appena il tramonto si annunciava le strade si facevano deserte. Il paese si era destato con la consapevolezza che tra quelle vie buie si stava aggirando un assassino.”

Teresa è la prima sul luogo del ritrovamento ed è turbata, oltre che dal macabro e impressionante cadavere, disperso in mezzo alla neve, dalla sua percezione che non sarà un caso isolato. Ma è difficile trovare la verità laddove omertà e isolamento fanno dei poliziotti appena giunti in paese,  degli estranei di cui non fidarsi. Teresa, non si lascia intimorire,  incurante di tutto e tutti procede la sua ricerca, anche se appare impossibile e impari in quello che si annuncia essere

“un inverno imponente”,

c’è qualcuno che sa come muoversi. Ma Teresa è diversa.

Perché io, come loro, vedo oltre i fiori. Vedo l’inferno.”

Non vi resta che coprirvi bene e immergervi nella lettura, un thriller italiano, meraviglioso da leggere!

Many hugs!

Titolo: Fiori sopra l’inferno
Autore: Ilaria Tuti
Editore: Longanesi
Pagine: 366
Anno: 2018