L’animale femmina di Emanuela Canepa ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

Ciao ragazzi, ho appena terminato il romanzo “L’animale femmina” di Emanuela Canepa. Un titolo che colpisce, che si apre a significati diversi, ma che acquisterà senso man mano che si prosegue con la lettura. E’ un libro molto bello da leggere, del quale vorrei poter ricordare ogni parola, ogni frase ,ogni passaggio. Una trama intimistica in cui la protagonista Rosita Mulè si racconta in prima persona, riportando un interessante estratto del pensiero femminile. Le sue disavventure diventano le nostre e nei suoi pensieri è facile riconoscersi è immedesimarsi. Rosita non vive, sopravvive, cercando disperatamente la sua strada, tra l’altro, quella che si è scelta è difficile, Medicina. Ha ventisei anni, vive sola con delle coinquiline che non può permettersi di frequentare, sempre in bilico tra la mancanza di soldi e di tempo. Come se non bastasse, il suo percorso è reso più impervio da una serie di relazioni tossiche in cui è invischiata. La madre, una donna senza passioni, dalla quale Rosita è fuggita, non le dà tregua, servendosi della sua abilità nel risvegliare sensi di colpa nel prossimo, la tiene ancorata.

“Non ho mai capito come a resistere, insensibile a qualsiasi impulso esterno.”

Frequenta un uomo sposato, misero e senza carattere, appare e scompare all’improvviso e passano giorni, settimane, mesi, senza un messaggio, senza un saluto.

“Mi fermo per poterlo osservare a distanza senza che lui se ne accorga. Per quello che mi dà, per il tempo ridotto che passiamo insieme, potrei scaricarlo ora e non cambierebbe nulla. C’è quando c’è, e la maggior parte del tempo sparisce. Ha una moglie gelosa, un lavoro opprimente, una casa fuori città, svariati cani, e tutti pretendono la sua attenzione. Io invece non pretendo niente, non so se per generosità o per impotenza.”

Fino al giorno in cui una circostanza fortuita le fa incontrare Ludovico Lepore, un avvocato anziano e ricco, sembrerebbe un mecenate, un benefattore. L’uomo invece è solo incuriosito dalla personalità di Rosita e le offre un lavoro decente. Rosita è fiduciosa, può riprendere gli studi e guadagnare quanto basta a garantirle quello di cui ha bisogno. Ogni medaglia ha purtroppo il suo rovescio, ma, Rosita imparerà a conoscere la sua forza e la sua determinazione, grazie proprio a questa esperienza.

“Ma Ludovico Lepore non parla di sé con nessuno da tanti anni, e nel silenzio il suo delirio trova lo spazio per crescere.”

La scrittura di Emanuela Canepa è intensa, senza vuoti, emozionante. L’arte di manipolare il prossimo è il fulcro della narrazione, l’essere umano quanto può o è disposto a tollerare. Chiedetelo a Rosita. Un romanzo che scandaglia in profondità l’animo umano, ne analizza i ragionamenti, i convincimenti, i comportamenti, da voce ai sentimenti.

Un libro da tenere, leggere e rileggere.

Vincitore meritato del Premio Calvino 2017, è un libro splendido e positivo, oltre che piacevole, e può rappresentare proprio quello stimolo che stavamo cercando o quel raggio di sole che a volte manca ad arrivare.

“Tutto si aggiusta. Mi pare cosa buona ripeterlo tra me e me. Tutto si aggiusta.”

Titolo: L’animale femmina
Autore: Emanuela Canepa
Pagine: 256
Editore: Einaudi
Anno: 2018

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Accendimi di Marco Presta ⭐️⭐️⭐️⭐️

Buona serata ragazzi, avete anche voi delle cose a cui siete legati? Per quanto mi riguarda, non amo circondarmi di oggetti e ammiro chi riesce a vivere con poca zavorra. Purtroppo, a me riesce sempre più difficile. C’è qualcosa però alla quale in assoluto non rinuncio, ed è  la radio.  E voi?  Per iniziare, se vi va, potete ascoltare Caterina e quello che la radio significa per lei. Buona lettura, miei cari!

Il binomio dolci e amore è perfetto, quasi sempre, tranne  per Caterina. La donna che realizza torte e pasticcini  sublimi a cui si dovrebbe vietare la circolazione, vive prigioniera in una scialba e triste relazione, che si è andata via, via sempre più spegnendo.

Caterina fa il lavoro dei suoi sogni, è già questa è un’immensa fortuna, non ha problemi di salute ed è padrona di se stessa  nella sua piccola deliziosa pasticceria, due collaboratrici affezionate e sincere  e creazioni uniche, straordinarie per gusto e bellezza.

“Faceva un mestiere che le piaceva, era in buona salute, aveva un uomo che si prendeva cura di lei. Peggio di così non poteva andare”

La vita amorosa non va di pari passo, ahimè. A quasi quarant’anni convive con Gianfranco un funzionario di polizia, noioso e pieno di sé,  apoteosi della noia e totale assenza di passione. Il rapporto procede passivamente  e la giovane donna continua la sua esistenza sopportando e ingoiando rospi. A completare l’idilliaco quadretto sono in arrivo rogne grandi quanto una casa. Finchè  un giorno la radio le parla.

Una commedia scanzonata e allegra, che incuriosisce e regala massime sulle quali riflettere, destinata soprattutto ad un pubblico femminile, ma, secondo me, adatta a tutti.

“Ci sono circostanze in cui ci sembra che rimanere completamente immobili ci aiuterà a non essere notati dalla sfortuna. Qualche volta funziona.”

La trama è molto piacevole ed è ben curata, un bel romanzo, quindi, anche dal punto di vista estetico e del lessico. L’autore, Marco Presta, è bravo a entrare nella mente femminile, carpendone desideri e pensieri e  crea una storia fresca e ricca di brio, che dà ampio spazio a riflessioni.  Molte volte la quotidianità assorbe e consuma la vita delle persone, trasformandola in un elettrocardiogramma piatto.

Gli ingredienti ci sono tutti, ma il risultato finale quale sarà? Questo sarà Caterina a raccontarlo, con la spontaneità e fiducia nel prossimo, che la contraddistingue e con la sua vita ingarbugliata, che assomiglia molto alla nostra.

Dulcis in fundo,  il romanzo ha una copertina che mi piace molto (foto di Lubitz+Dorner/Plainpicture)

“Era sincera, perché gli animi gentili riescono a gioire della fortuna altrui, anche se la loro è stata appena centrata da un meteorite.”

E adesso che aspetti? Accendimi !

Marco Presta è un importante autore e coduttore radiofonico.  Famosissimo il suo programma “Il ruggito del coniglio” su Radio2, con Antonello Dose.
Altri libri:

  • Il paradosso terrestre
  • Un calcio in bocca fa miracoli
  • Il piantagrane
  • L’allegria degli angoli

Titolo: Accendimi
Autore: Marco Presta
Pagine: 238
Editore: Einaudi
Anno: 217

Volevo solo andare a letto presto di Chiara Moscardelli 🌟🌟🌟🌟

Attenzione: lettura che mette allegria, assumere in dosi abbondanti. Nessuna controindicazione. 

Un  romanzo fresco e divertente!

Agata Trambusti è una giovane donna di trentacinque anni, che non riesce a lasciarsi andare e più controlla la sua vita, più le cose le sfuggono. Ipocondriaca, evita l’amore che ritiene solo una complicazione, ma è totalmente dipendente dalle telenovelas di cui non perde una puntata. Ha paura di volare e vive una vita in toni di grigio, evitando accuratamente i colori e le sorprese. Sua madre invece è l’esatto contrario, completamente libera e senza freni. Non contenta, ha uno psicologo, ma i due sembrano assolutamente non comprendersi. Un giorno, per lavoro, deve incontrare un commerciante d’arte, ma giunta sul posto,  vede l’uomo allontanarsi furtivamente e in quel frangente conosce il misterioso Fabrizio Calcaterra. Un incontro turbolento, che la lascia stordita e senza parole. Da quel momento nulla sarà come prima. Le disavventure di Agata catturano e fanno ridere ad ogni pagina. Una serie incredibile di situazioni paradossali e esilaranti e poi finalmente l’amore. Una lettura che mette di buonumore, e ironizza su alcuni difetti nei quali molte si possono ritrovare (io per prima). Una protagonista bizzarra e simpatica,  adorabile e pasticciona. Riuscirà Agata per una volta a lasciarsi andare? Cosa aspettate, dunque, vi piacciono le storie d’amore, pensate, come me che ridere sia la migliore medicina e poi c’è un mistero da risolvere.

Non andate a letto presto!  Agata Trambusti vi aspetta!

Titolo: Volevo solo andare a letto presto
Autore: Chiara Moscardelli
Pagine: 269
Editore: Giunti
Anno: 2016

La forma dell’acqua ⭐️⭐️⭐️⭐️1/2

Bonsoir, comment ça va?

Eccomi reduce dalla “pellicola” vincitrice di quattro Oscar, tra cui, niente di meno, miglior film.

La storia, per me, è inaspettata  e mi ha colpito sia per la delicatezza, pur con qualche scena cruda, sia per la sensazione generale di sogno.  Del regista Guillermo del Toro, ho visto poco, putroppo, solo Hell Boy,  e a questo punto sono curiosa di vedere qualcos’altro.

Si tratta di una favola per grandi, con molti significati per chi vuole leggerli. E’ ambientata negli anni della guerra fredda tra Stati Uniti e Russia, circa la fine degli anni ’40.  La visione, però, può anche essere gustata solo perché  incanta con le sue atmosfere oniriche e surreali, oppure per la colonna sonora, dedicata ai musical degli anni ’30 e ’40, che trasporta indietro nel tempo. I protagonisti  Elisa  e il suo vicino Giles adorano vedere e ripetere i passi di ogni coreografia di questi vecchi musical, che guardano e riguardano, su una televisione antidiluviana; una passione che li unisce, due anime gentili e sole, che si sono incontrate e sono legate da un profondo e puro sentimento di amicizia.

Elisa, lavora per un’impresa di pulizie, all’interno di un importante centro di ricerche, dove ha un’altra amica, la collega Zelda, che le è sempre vicina e si prende cura di questa giovane, solo in apparenza fragile. In realtà, Elisa non si cura dei giudizi degli altri o di dire quello che pensa, ha un handicap che quasi sembra renderla più forte e non ha paura, neanche, quando alla base arriva una creatura diversa, temuta da tutti.  “Se non facciamo, non siamo” dirà incitando all’azione il suo amico Giles. L’uomo marino, proviene dalla foresta amazzonica ed è stato catturato per studi e esperimenti crudeli. Elisa è l’unica che riesce a stabilire un contatto e una comunicazione.  Le parole non servono, alle due anime bastano lo sguardo e i gesti per far cadere ogni barriera.

Una storia in cui si parla di solitudine, di diversità, di amore, di sacrificio e di ignoranza e di come empatia e gentilezza rendano l’uomo un essere migliore.

Il regista mantiene un registro poetico e fiabesco, pur alternato a immagini forti e dolorose e dipinge in modo magistrale meraviglie e contraddizioni di un’epoca. E’ una storia che mette in luce il coraggio delle persone semplici, modeste, mentre, critica arroganza e potere.

Le persone civili non fanno rumore, si muovono con delicatezza e cambiano il mondo, in meglio. Le persone superbe urlano, usano la violenza, per prevaricare, distruggere; sono vigliacche.

E per finire c’è un ultimo tema in evidenza,  la tenerezza di un amore puro che fa sognare, perché il bene non vede differenze, unisce e fa sperare che ci possa essere ancora un futuro.

“Quando mi guarda, lui non vede quello che mi manca o quanto io sia incompleta. Lui mi vede per quel che sono.”

Questi sono i motivi che secondo me hanno fatto si che vincesse l’oscar come “Miglior film 2018”, infatti, pur con i suoi personaggi strani e emarginati, fa innamorare e sognare che tutto sia possibile, per ognuno. E che il mondo non sia del più forte, neanche del più furbo, ma del più gentile.

“Incapace di percepire la forma di Te, ti trovo tutto intorno a me. La tua presenza mi riempie gli occhi del tuo amore, umilia il mio cuore, perché tu sei ovunque.”

Anno: 2017
Regia: Guillermo del Toro
Attori Sally Hawkins, Octavia Spencer, Michael Shannon, Richard Jenkins, Doug Jones, Michael Stuhlbarg, David Hewlett, Nigel Bennett, Nick Searcy, Martin Roach, Lauren Lee Smith, Allegra Fulton, John Kapelos, Morgan Kelly, Marvin Kaye, Wendy Lyon
Paese: USA
Durata: 123 Min
Distribuzione: 20th Century Fox

 Magari domani resto di Lorenzo Marone ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

Sorprendente e spassoso, intenso e emozionante.
Finalista premio bancarella 2017, per me vincitore.

La trama

Luce vive a Napoli, Quartieri Spagnoli e della città porta in sé i lati migliori, il calore, la passione, il coraggio, i suoni, l’intelligenza e la “freve”. Per quanto riguarda “la freve”, se volete saperne di più, dovete leggere il capitolo dedicato. Io aggiungo solo che Luce è un avvocato donna e non sopporta le ingiustizie e il suo primo caso riguarda un bambino e una lotta tra due genitori separati per l’affidamento. Dalla sua parte, ha tanto amore da dare e un’immensa energia, che in una città come Napoli non è mai abbastanza. Questa è la sua storia, della sua famiglia e di tutte le persone, che per scelta o per necessità, a poco, a poco entrano nella sua vita…accendendo o spegnendo la luce…

“Ogni giorno combatto contro me stessa e il mio trascorso, quello che sono e sono stata, per cercare di arrivare a sera e rimboccarmi la coperta delle mie poche certezze, che è sempre troppo corta, e ogni giorno c’è qualcuno che si prende la briga di sconcicarmi le lenzuola.”

 

Come l’ho letto io

Napule è …mille culure… cantava il grande Pino Daniele facendo venire i brividi, gli stessi che si sentono leggendo l’ultimo libro dello scrittore Lorenzo Marone. Ad ogni pagina, conosciamo la Napoli più vera. Quella che delizia con i suoi sapori, quella che illumina con i suoi colori, quella che accoglie con un caldo abbraccio. I suoi odori e suoni, il suo essere così affettuosamente invadente, a volte troppo.
Mentre leggo, continuo a ridere e sorridere, catapultata tra le strade e la gente, il lungomare, “l’ammuina” e la gioia di vivere.

“Non sono le giornate che si allungano, il sole che si fa maturo, o il vento che si fa leggero e profumato a ricordarti che sta arrivando a’ stagione, l’estate, a Napoli. No. È la puzza di fritto.”

Un romanzo che avvolge, riscalda, accompagna a lavoro e coccola in vacanza. Accomodatevi, scegliete il vostro posto e godetevi il viaggio.

Siamo a Napoli, Quartieri Spagnoli.
Io vivo qui.
Il mio nome è Luce
E sono donna,

I personaggi principali sono tutti  descritti e modellati ad arte :
Luce Di Notte, la protagonista. Ha un nome che non passa inosservato e un carattere spavaldo e combattivo, ma in fondo cela tutta la sua fragilità, quella che per orgoglio, o paura, non lascia mai trapelare.
Dopo Cesare e Erri, un personaggio femminile forte, vero, delineato con attenta introspezione e cura, nel quale ognuna di noi riconoscerà alcuni suoi aspetti.

 “Mi sento così stanca, che quasi mi si chiudono gi occhi. Quanto ci costa tentare di essere coraggiosi?

Alleria, è il “cane Superiore”,”un cane mischiafrancesca”, e “ il cane spelacchiato che vigila sulla mia vita da un po”, così  è definito nella storia. Abbandonato tra i rifiuti e trovato da Luce, ha subito trovato il suo posto, ricambiando con una fedeltà ed un amore senza fine.

“Quello che ci manca, tutto quello che può farci sentire meglio, è racchiuso in questa piccola parolina che un cane conosce molto meglio di noi: attenzioni.

Don Vittorio Guanella, il vicino filosofo e musicista, solo e anziano, la vita gli ha tolto tanto, con Luce le sue  giornate acquistano un significato. A volte, è sufficiente avere qualcuno da aspettare e condividere brevi momenti.  Creare delle nuove abitudini.
Carmen Bonavita, è la mamma di Kevin, “nullafacente”, nata e cresciuta in quel quartiere popolare e particolare, dove spesso la massima aspirazione per una bella ragazza è “fare un buon matrimonio”.
Kevin, un bimbo di sette anni, intelligente e speciale, si ritrova al centro di una contesa. Un piccolo lord in un mondo di ignoranza e rozzezza.
La rondine Primavera, che non riesce più a volare e che a terra trova chi pensa a lei.
Manuel, Giovanna e Pasquale i pittoreschi colleghi di Luce.
L’avvocato Arminio Geronimo, il capo, settant’anni, un faccendiere, uno sciupa femmine soltanto a parole.
Thomas, un giovane artista di strada francese, che scatena la curiosità di Alleria e porta un fresco vento di cambiamento dal nord.
Patrizia, all’anagrafe Patrizio, è una vicina di Luce. Bellissima la definizione di Luce per lei “una portatrice sana di allegria”
La madre e il fratello di Luce, Antonio. Due rapporti difficili e sofferti, anche se per motivi diversi, dove il problema principale resta l’incomunicabilità.

I libri di questo scrittore  aprono la mente, ampliano l’orizzonte e arrivano dritti al cuore. Per ognuno c’è qualcosa, un messaggio, una situazione, un pensiero ed è facile immedesimarsi nel corso della storia. L’autore denota un’incredibile sensibilità e capacità di cogliere i lati più nascosti dell’animo umano e esprimerli su carta. Una lettura intensa, con diverse chiavi di lettura, divertimento, intrighi, malavita, povertà, sentimenti, amicizia, amore, il tutto condito con un bel sole. I temi su cui riflettere sono molti e si finisce per entrare un po’ nell’anima della città di Napoli, senza fermarsi davanti ai soliti luoghi comuni.

Per me, poi, è un libro speciale oltremodo,  ha il sapore della mia infanzia. Il dialetto napoletano per me non ha segreti  e il solo leggerlo e ripeterlo nella mia testa, mi regala la spensieratezza dei giorni passati lì, in un piccolo paese a metà tra Napoli e Salerno.  È come riavvolgere un nastro e tornare indietro, chiudere gli occhi e correre a piedi nudi sulla terra e respirare. Un tuffo nel passato tra le braccia di persone care non più qui. “Persechella”, mi chiamava mio papà sorridendo e Persechella è il titolo di un capitolo. E’ anche per queste sensazioni uniche che  ringrazio l’autore.

E’ un libro che vi consiglio con tutto il cuore, certa di farvi cosa gradita. Adatto a tutti e per ogni occasione. Da tenere a portata di mano, perché dopo averlo letto vorrete rileggerlo e tenerlo sul comodino, in attesa magari di una nuova avventura di Luce.  Si può utilizzare anche come una sorta di terapia meditativa per  rimettersi in pace con il mondo.

E alla  fine eccomi qua a chiudere l’ultima pagina e strizzare gli occhi e il naso cercando di non piangere. Impossibile. Succede così, che mentre ridi, ti ritrovi a piangere e poi di nuovo a sorridere, in un vortice continuo di emozioni, immersa in una nuova realtà, in altre vite.

…Magari domani resto…

“E’ che celare i sentimenti è roba da adulti, io, invece, proprio non ci riesco e se amo qualcuno glielo devo urlare in faccia, e se lo odio e mi sento ferita, mi metto a frignare e faccio le ripicche. Non mi piace chi riesce a mantenere sempre e comunque un certo contegno, chi ama senza dirlo, chi scopa senza abbandonarsi, chi non urla di rabbia e si lascia corrodere all’interno, chi ricambia un abbraccio con una pacca sulla spalla.”
Bisogna essere adulti quando si ha a che fare con il coraggio, le responsabilità, l’educazione e il lavoro, ma quando si parla di sentimenti, mi sa che è meglio giocare a fare i bambini.”

Titolo: Magari domani resto
Autore: Lorenzo Marone
Editore: Feltrinelli
Pagine: 312
Anno: 2017

Per ultimo il cuore di Margaret Atwood ⭐️⭐️⭐️⭐️

Ciao ragazzi,

sembra che questo sia il mese della lettura, lo ricorda la pubblicità, i molti premi in dirittura di arrivo e l’arrivo del caldo con quella voglia di vacanza e di un bel libro, ed ecco qui un suggerimento per la montagna, sotto il sole o per un viaggio di scoperta:

Per ultimo il cuore. Il senso del libro sta già molto nel titolo. Si narra di una società cinica e senza futuro,  a seguito di una crisi economica apocalittica che abbatte ogni equilibrio. La mia immaginazione nelle prime pagine è andata immediatamente alle atmosfere e agli scenari di Mad Max.

Scritto da Margaret Atwood famosa autrice canadese, nata nel 1939, con moltissime opere al suo attivo, una scrittrice di grande sensibilità attenta all’ambiente e proiettata nel futuro.
In questo suo ultimo romanzo ci trasporta in un Nord America distrutto dalla crisi, dove prospera la criminalità e le strade sono battute da disperati e delinquenti.
Stan e Charmaine, sono una coppia di giovani sposati da non molto, cercano di sopravvivere. Dormono in auto e solo Chairmane riesce saltuariamente a lavorare un po’. Nessuna possibilità di miglioramento in vista, vivono alla giornata. Un giorno, per caso, scoprono che esiste un luogo meraviglioso, dove ricostruire il proprio futuro, godere di pace e sicurezza, lavoro per tutti,  case perfette ad attendere e una convivenza sana con persone oneste che hanno  gli stessi interessi. Il nome di  questo villaggio felice è Positron e Stan e Charmaine decidono di partecipare alle selezioni per essere inseriti nel programma. La realtà prospettata somiglia ad un sogno, ma, una volta aver superato la fase di selezione non sarà possibile tornare indietro. La paura è tanta, ma cos’hanno da perdere in fondo.

Lavorerete con persone che la pensano come voi! Contribuite a risolvere i problemi della nazione – disoccupazione, criminalità – risolvendo i vostri! Date risalto alla posititività!

Come l’ho letto io.

E’ un romanzo di fantascienza, molto vicina a noi. In fondo, cosa ci manca, la crisi economica c’è, (ero bambina quando già se ne parlava e a furia di invocarla ne abbiamo ottenuto una mondiale). Il lavoro non c’è, tranne se siete interessati a prestazioni gratuite, per quelle uno sforzo si può sempre fare. La sicurezza… difficile. Sono a Milano, e qui nonostante tutto c’è un grande impegno, ma la periferia o altre città italiane sono meno fortunate. La salute, più o meno come sopra, in generale i servizi compresi per il cittadino sono sempre minori e aumentano le prestazioni e i farmaci a pagamento. Lo sfruttamento dei poveri, la mercificazione delle persone sono in auge da molto. E la casa sempre meno persone possono permettersela. Il controllo di ogni attività, movimento e spostamento funziona discretamente bene. Le interconnessioni tra criminalità e politica sono cosa nota. Molte vite umane in mano a pochi uomini, per i quali “il denaro giustifica i mezzi” per procurarlo. L’uomo ha sempre meno valore come essere vivente, ma diventa l’ingranaggio necessario per oliare una perfetta macchina per fare soldi, e se la popolazione del posto non è sufficiente o ha studiato troppo, sono riusciti a importare nuovi schiavi, facendo anche finta che arrivano da soli.
Direi che non manca nulla, solo l’oasi di benessere argomento centrale del centro del romanzo. Non conoscevo questa scrittrice e gli altri suoi libri e mi è piaciuta, affronta dei temi forti, che sono, poi, quelli che da sempre ci preoccupano di più salute, giovinezza, bellezza, sesso, lavoro. La trama è molto scorrevole, i toni sono incisivi e per nulla smorzati, ma non stupiscono, la realtà può essere anche peggiore, (per quello che si conosce). Oltre all’argomento sociale e futuristico, c’è una moderna storia d’amore,  Stan e Charmaine, una coppia come tante, in cui la mancanza di soldi porta ad accettare tanti compromessi, una sorta di catena ad anelli concetrici, dalla quale non ci si può affrancare. Non è facile affezionarsi ai personaggi del libro e alla fine si finisce per tenere per il male minore.

Solo “Per ultimo il cuore”.

“Non è meglio  fare una cosa perchè hai deciso tu di farla? E non perchè sei obbligata?” “No, non è meglio.”

Un regalo

Per chi vuole leggere qualcosa di attuale, a chi è piaciuto 1984, o Mondo nuovo o La fattoria degli animali.
Un classico romanzo distopico, una realtà che mai vorremmo, ma che è proprio quella che si va a delineare.

Terapia

Per smettere di inseguire inezie senza valore, e meditare su cuore e cervello. Per non accettare sempre tutto in silenzio, solo perché è la strada più facile. Per trovare conforto quando ci sentiamo tutto contro.

Per non fare finta di niente.

Titolo: Per ultimo il cuore
Autore: Margaret Atwood
Editore: Ponte alle Grazie
Anno: 2016 in Italia
Pagine: 360

Titolo originale: The Heart Goes Last

 

 

La bella e la bestia ⭐️⭐️⭐️

Ciao ragazzi! Amate le fiabe? O le avete abbandonate in un cassetto? In questo caso un classico Disney prende vita e diventa realtà. Un film per bambini, una favola molto, troppo nota, ma tutto sommato interessante e riposante! E quindi, buona visione!

Stia con noi, qui con noi, si rilassi d’ora in poi

La trama in breve

Belle è diversa, semplice e sognatrice. E legge… certo, che è proprio strana, non credete. E poi c’è Gaston l’uomo più amato dalle donzelle del paese, l’oggetto del desiderio femminile, che  vuole proprio lei. Ma Belle lo evita e resta immersa nei suoi libri, accanto all’adorato padre, Maurice. Un giorno come tanti, suo padre non torna e Belle va a cercarlo da sola. Ad un certo punto nel bosco, i lupi la inseguono e forse è la fine. Solo che dal nulla, compare all’improvviso un castello immenso, sembra abbandonato… Ci sarà qualcuno?
Nel 2000 usciva il bellissimo film di animazione Disney, questa è la sua trasposizione con personaggi reali. Molto simile al cartone animato, tranne piccoli particolari. Una bella favola da guardare. Non vi aspettate di più , a volte c’è solo bisogno di sognare e che il bene trionfi!

Adoro Emma Watson ed è perfetta nella parte di Belle. Molto particolareggiate e realistiche le ricostruzioni dei luoghi. Meravigliosi gli effetti speciali.

E vissero felici e contenti!

Genere: Fantasy, sentimentale
Anno: 2017
Regia: Bill Condon
Attori: Emma Watson, Dan Stevens, Luke Evans, Emma Thompson, Kevin Kline, Josh Gad, Ewan Mc Gregor, Ian McKellen, Audra McDonald, Stanley Tucci
Paese: USA
Durata: 123 minuti
Musiche: Alan Menken
Distribuzione: Walt Disney Pictures

Formato: 2d e 3d